20/10/2013

Protocollo di Ricerca “Trapianto…e adesso sport”

Il Protocollo di Ricerca Trapianto… e adesso Sport è il primo studio prospettico al mondo che abbia come obiettivo quello di verificare se l’attività fisica prescritta ai trapiantati d’organo sia in grado di migliorare i loro parametri biologici e abbia effetti positivi sulla sopravvivenza dell’organo e sulla qualità di vita del trapiantato.

Lo studio clinico è stato disegnato dall’Università di Bologna, Policlinico S. Orsola, in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti e con lo staff tecnico-scientifico del Centro Studi Isokinetic di Bologna.

Una prima fase del protocollo, a carico del Centro Trapianto di riferimento, prevede di selezionare i pazienti e di identificare i trapiantati di organo solido che siano in fase di stabilità clinica e che possano essere coinvolti in un programma di attività fisica.

Una seconda fase prevede l’inizio del trattamento non farmacologico articolato su 12 mesi di attività fisica presso palestre abilitate e individuate dai Centri di Medicina dello Sport territoriali, previamente formati.

L’originalità di questo progetto consiste nell’affiancare l’esercizio fisico alla consueta terapia farmacologica nei trapiantati di organo solido; l’attività fisica, infatti, può avere effetti benefici sui principali fattori di rischio in questa popolazione come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’obesità e la possibilità di poter contrastare gli effetti aterogeni dei farmaci immunosoppressori cortisonici.

Le figure professionali che, formate attraverso un corso teorico-pratico, collaborano alla realizzazione del progetto sono varie: il trapiantologo, che individua i soggetti ai quali possa essere prescritto un programma di esercizio fisico, il medico di Medicina dello Sport che sottopone il soggetto a un protocollo valutativo al fine di poter descrivere le caratteristiche organico-funzionali del paziente, il laureato in scienze motorie che segue passo dopo passo il trapiantato e “somministra” la “dose” di esercizio fisico prescritta in palestra.

Protocollo di ricerca

2 Commenti:


  • By Sabina 07 Ott 2016

    Io non sono una vera sportiva, ma lo sport, dopo il trapianto, mi HA AIUTATA MOLTO!!! Sia a livello fisico, sia a livello mentale!!!

  • By vera maria ribeiro 29 Lug 2017

    Nel mio percorso di trapiantato di fegato all’età di 38 anni, ho sperimentato la difficoltà nel trovare un equilibrio tra le precauzioni necessarie per salvaguardare un buon stato di salute e la necessità di condurre una vita “normale” per raggiungere il medesimo obiettivo.
    Per me, lo sport dilettantistico è stato molto importante. Le condizioni fisiche iniziali sono precarie, poco fiato, poca agilità, sovrappeso e paure. L’accettazione delle proprie nuove condizioni fisiche è il primo passo, da lì si parte alla ricostruzione dell’armonia con il proprio corpo.

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