28/11/2017

Una scelta in comune sbarca in Sardegna: già molti i comuni che hanno aderito

Nell’ultimo trapianto di rene fatto nell’Isola, un mese e mezzo fa, una donna, da viva, ha regalato l’organo a suo marito e gli ha salvato la vita. Non è l’unico caso, ma questi immensi gesti d’amore si contano sulle dita di una mano.

Dobbiamo sensibilizzare i sardi a incentivare le donazioni da vivente e tutte le altre e far sì che le amministrazioni aderiscano alla campagna “Una scelta in Comune”, sottolinea Pino Argiolas, presidente dell’associazione Prometeo.

L’iniziativa “Una scelta in Comune” è stata lanciata in tutta Italia dal Centro Nazionale Trapianti e finora in Sardegna settantadue enti locali hanno detto sì. Gli uffici Anagrafe possono raccogliere e registrare le dichiarazioni di volontà sulla donazione dai cittadini che vanno a rinnovare la carta d’identità, la dicitura non compare sul documento ma il nome automaticamente entra nel database.

“È fondamentale che le persone scelgano in vita perché, in questo modo, i familiari non si trovano a dover affrontare una decisione difficile, e traggono un po’ di conforto dal fatto di poter rispettare le volontà del loro caro”, spiega Francesca Zorcolo, coordinatrice pro tempore del Centro regionale trapianti.

“A oggi, quasi cinquantamila sardi si sono espressi favorevolmente, 23.415 sono iscritti all’Aido, 1.017 tramite le Asl, e 23.822 nei Comuni. Abbiamo già fatto diversi corsi per formare gli ufficiali delle Anagrafi, a Cagliari, Nuoro e Sassari, forniamo tutti gli strumenti per comprendere come avviene il processo della donazione, l’importanza di sostenerlo, come procedere con il cittadino. Inoltre, andiamo anche a parlare nelle scuole”.

Argiolas, avverte: “Si va avanti con troppa lentezza: chiediamo uno sforzo da parte dell’assessorato, delle varie Asl e dell’Anci per la crescita della cultura della donazione”.

Il presidente regionale dell’Anci, Emiliano Deiana, fa sapere che nei prossimi giorni scriverà a tutti i sindaci dell’Isola per invitarli ad aderire. “Il mio Comune, Bortigiadas, già lo fa, e i consensi, negli ultimi tempi, sono arrivati a quota 20%, che non è poco se consideriamo che la popolazione è abbastanza anziana”.

Spiega Francesca Zorcolo che “moltissimi donatori ormai sono ultrasessantenni, nei giorni scorsi è stato trapiantato un fegato di una donna di 80 anni, ma con le nuove strategie mediche, gli organi possono essere utilizzati anche se hanno un’età avanzata”.

Nel 2015 i trapianti nell’Isola sono stati 52, l’anno scorso 98, quest’anno, al 20 novembre, 57 (30 di rene, 3 di cuore, 23 di fegato, 1 di pancreas). Attualmente ci sono duemila sardi che vivono grazie a una donazione, e in lista d’attesa ce ne sono 111 per il rene, 13 per il fegato, 5 per il cuore, 4 per il rene-pancreas. “Gli ospedali lavorano bene”, prosegue la dottoressa Zorcolo, “i prelievi vengono fatti con maggiore frequenza al Brotzu di Cagliari, al Santissima Annunziata di Sassari e al San Francesco di Nuoro. Ma si riesce a coprire dal 30 al 40% del fabbisogno, per questo bisogna fare di più”.

Fonte: L’Unione Sarda.it

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