09/04/2018

Primi trapianti di rene in Italia da donatore dializzato

Due trapianti di rene con organi apparentemente compromessi, reni che erano andati in blocco, tanto che il donatore, deceduto in un ospedale piemontese per una patologia congenita, nel suo decorso in rianimazione è andato incontro a un grave peggioramento della funzione renale, tale da necessitare di dialisi continua per parecchi giorni.

Il deterioramento generale non ha reso possibile il prelievo del fegato, mentre i reni sono stati salvati e trapiantati.

È la prima volta in Italia che vengono eseguiti interventi così. Ciò è stato possibile grazie a un’analisi accurata dello stato di salute dei due organi. Gli anatomo-patologi hanno eseguito una biopsia renale, dopodiché i reni sono stati osservati e rivitalizzati in un dispositivo di perfusione.

Infine, l’esperienza dei centri di trapianto ha permesso di dire sì al trapianto. La ricevente di Torino è una donna di 60 anni, in dialisi dal 2013 per nefropatia da calcolosi a stampo.

Il trapianto è stato eseguito dai chirurghi vascolari diretti dal dottor Maurizio Merlo, dagli urologi del professor Paolo Gontero e dagli anestesisti del dottor Pier Paolo Donadio. La paziente è appena stata dimessa.

L’altro rene è stato inviato, grazie al Centro di coordinamento regionale trapianti, diretto dal professor Antonio Amoroso, all’ospedale di Novara, dove è stato trapiantato anch’esso con successo dall’équipe di Vincenzo Cantaluppi.

“Un esperimento riuscito, che speriamo possa aprire la strada a un incremento di trapianti, per andare, da un lato, incontro ai desideri dei donatori e, dall’altro, aiutare le persone in lista d’attesa, che continuano a essere molte”, spiega il professor Luigi Biancone, responsabile del Centro trapianti di rene delle Molinette-Città della Salute.

 

Fonte: Corriere della Sera

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