27/04/2018

Mini cuore artificiale salva vita a bimba di 3 anni al Bambino Gesù di Roma

Un cuore artificiale, grande quanto una batteria stilo, ha salvato la vita a una bambina di tre anni affetta da miocardiopatia dilatativa e in lista per un trapianto cardiaco.

L’intervento è stato realizzato al Bambino Gesù di Roma. La piccola aveva già subito l’impianto di un Berlin Heart, un cuore artificiale paracorporeo, che necessita dell’ausilio di una consolle esterna collegata con cannule al torace del paziente, e un episodio di emorragia cerebrale dal quale si sta lentamente riprendendo.

Successivamente, per un recupero della funzione cardiaca, era stata tentata la rimozione del Berlin Heart senza successo.

La piccola è stata quindi nuovamente assistita con un sistema temporaneo di assistenza cardiocircolatoria anche a causa di un’infezione dei tramiti delle precedenti cannule. A quel punto, la sola opzione terapeutica salvavita era rappresentata dall’Infant Jarvik 2015, unica pompa intratoracica con alimentazione tramite un cavo addominale.

L’intervento è stato eseguito il 2 febbraio scorso e la piccola è stata estubata dopo 10 giorni.

Il mini-cuore può garantire un supporto a lungo termine per quei bambini per i quali non si trova un organo compatibile per procedere con il trapianto, consentendo loro migliori condizioni di vita.

Al dispositivo, infatti, è collegato un cavo addominale per la ricarica che permette la dimissione a casa del paziente. Il dispositivo è composto da una pompa intraventricolare del diametro di 15mm, della lunghezza di 5cm e del peso di 50 grammi – dimensioni paragonabili appunto a quelle di una batteria stilo – realizzata per supportare la circolazione di pazienti a partire dagli 8 chili di peso (ovvero di circa un anno di età) e fino a un’età di circa 10 anni (per un peso corporeo di circa 30 chili).

L’ospedale della Santa Sede ha ottenuto l’autorizzazione straordinaria dalla Food and Drug Administration americana e dal ministero della Salute italiano, per l’utilizzo di una pompa cardiaca miniaturizzata (l’Infant Jarvik 2015), la cui sperimentazione clinica partirà prossimamente negli Stati Uniti.

 

Fonte: Lapresse

 

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