28/07/2017

Leucemie infantili: una nuova tecnica permette la donazione di midollo da genitori incompatibili

Dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma l’annuncio di una tecnica di manipolazione delle staminali che potrebbe rappresentare la via di guarigione definitiva per centinaia di bambini di tutto il mondo.

Il trapianto di midollo da genitori – che mai sono completamente compatibili con i figli – in bimbi affetti da leucemie e tumori del sangue, ha dimostrato di offrire le stesse probabilità di guarigione del trapianto da donatore compatibile.

I risultati, pubblicati sulla rivista internazionale Blood, sono stati rilanciati dalla Società Americana di Ematologia (ASH). Il metodo, messo a punto dall’équipe di Franco Locatelli, Direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Medicina Trasfusionale al Bambino Gesù,  era già stato applicato e pubblicato per quanto riguarda le immunodeficienze e malattie genetiche (talassemie, anemie).

Il nuovo studio ora amplia le patologie trattabili a leucemie e tumori del sangue. Dunque, anche in assenza di un donatore completamente compatibile, la tecnica rende possibile il trapianto di midollo da uno dei due genitori con percentuali di guarigione sovrapponibili a quelle ottenute utilizzando un donatore perfettamente idoneo.

Le probabilità di ricaduta nella malattia si aggirano intorno al 24%. Quelle di guarigione toccano cifre incredibilmente alte: il 70% dei pazienti è guarito. La percentuale di guarigione è addirittura lievemente migliore di quella dei trapianti di midollo da donatori compatibili, consanguinei e non.

“In particolare, dicono al B. Gesù, la procedura di trattamento cellulare è stata applicata a 80 pazienti con leucemie acute resistenti o con ricadute e la probabilità di cura definitiva per questi bimbi, “è superiore al 70%”.

Per tanti anni, in questi casi l’unico donatore impiegato è stato un fratello o una sorella immunogeneticamente compatibile con il paziente. Ma la possibilità che due fratelli siano identici tra loro è solamente del 25%.

Per ovviare a questa limitazione, sono stati creati i Registri dei donatori volontari di midollo osseo, che arruolano ormai più di 29 milioni di donatori, e le Banche di raccolta e conservazione del sangue placentare, che rendono disponibili circa 700.000 unità nel mondo.

Nonostante ciò è rimasta consistente la percentuale di bambini che non trovano un donatore. Proprio a causa di questa percentuale, negli ultimi 20 anni i medici hanno iniziato a far donare il midollo ai genitori. Ma la tecnica non era priva di rischi e richiedeva un processo di purificazione che spesso portava a delle infezioni e in seguito alla morte. I trapianti da genitori avevano quindi una bassa percentuale di guarigione.

La tecnica messa a punto dall’equipe del dottor Locatelli prevede una manipolazione delle cellule staminali attraverso cui vengono eliminate le cellule pericolose del midollo del donatore, che aggrediscono i tessuti del ricevente. Vengono invece lasciate le cellule “buone” che proteggono il bambino da ricadute e varie infezioni.

E’ una tecnica che ha probabilità di sviluppare complicazioni a breve e lungo termine davvero basse. Per questo motivo molto probabilmente verrà applicata in tutto il mondo su migliaia di bambini che finalmente avranno concrete possibilità di guarigione.

Fonte: Repubblica.it

 

 

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