06/06/2018

L’associazione che fa i “trapianti” ai peluche per promuovere la donazione degli organi

Per richiamare l’attenzione sulla carenza di donatori e il conseguente basso tasso di trapianti eseguiti, è stata creata l’organizzazione “Second Life Toys”.

Un progetto nato in Giappone, in cui è particolarmente basso il tasso d’interventi chirurgici di questo tipo, solo circa 300 all’anno secondo la commissione del Green Ribbon Project, che sta lavorando con l’associazione del Sol Levante.

“Si potrebbero salvare molte più vite umane se solo la gente fosse più consapevole e maggiormente informata”, spiega l’organizzazione nipponica.

In particolare, Second Life Toys ha deciso di sviluppare la sua attività di sensibilizzazione partendo dai bambini per arrivare fino agli adulti.

Ma come funziona il progetto? L’idea è semplice ma brillante al tempo stesso.

In pratica, l’associazione giapponese ha lanciato tramite il suo sito web una piattaforma che raccoglie giocattoli rotti e bisognosi di un pezzo mancante e altri peluche che, all’opposto, possono fare da “donatori”. In questo modo, parti dei peluche del donatore sono cucite sui peluche riceventi, dando una “nuova vita” ai giocattoli che prima non erano completi.

Il progetto è un modo per insegnare un concetto difficile ai bambini nel modo più diretto e concreto di cui sono a conoscenza: “il gioco”.

In Giappone, sostiene l’associazione, ci sono quasi 14mila persone in attesa di trapianto e la maggior parte di loro è costretta ad attendere mesi, se non anni, prima di ricevere un nuovo organo che possa essere compatibile con le proprie caratteristiche.

I peluche raccolti da Second Life Toys sono pensati per rappresentare metaforicamente vite umane salvate attraverso trapianti di organi. L’idea è che gli animali e le bambole di peluche contribuiranno ad aumentare la consapevolezza e la comprensione dell’importanza dei trapianti e delle donazioni di organi, a cominciare proprio dai bambini.

“È un messaggio – sostiene l’organizzazione – che ha bisogno disperatamente di essere diffuso sempre di più nel nostro paese”.

In questo modo, i più piccoli potranno vivere in prima persona cosa voglia dire donare un organo, un vero e proprio atto di solidarietà concreta, una sorta di “gioco che nasce per dare speranza di vita a chi è meno fortunato”.

 

Fonte: Il Fattoquotidiano

 

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