02/02/2018

L’algoritmo che prevede il risultato del trapianto di fegato per tumore

Si chiama Metroticket, e ha una precisione di oltre il 70%. L’algoritmo e il suo applicativo informatico sono interamente “Made in Italy”.

È stato, infatti, studiato ed elaborato dal Centro Trapianti dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e dall’Università degli Studi di Milano insieme ai Centri Trapianto dell’Ospedale Niguarda di Milano e dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, studiando l’attività di questi Centri in un arco di dieci anni con il coinvolgimento di oltre mille pazienti italiani trapiantati di fegato per tumore.

È da intendersi metaforicamente come un biglietto della metro che ha un costo progressivamente più alto a seconda della durata del percorso: ciò che nel caso di un trapianto è rappresentato dai livelli di rischio – spiega Vincenzo Mazzaferro, Professore di Chirurgia e Direttore del Centro tumori di Milano.

L’algoritmo infatti è in grado di prevedere il risultato del trapianto, a cinque anni, in ogni singolo paziente affetto da tumore, in base alle sue caratteristiche e considerando anche l’effetto delle terapie utilizzate nell’attesa dell’intervento.

In pratica, il medico che segue un paziente con tumore epatico potrà calcolare istantaneamente, utilizzando una combinazione di parametri clinici e biologici, il risultato previsto del trapianto e ottenere un dato certamente affidabile e di grande aiuto nella valutazione dell’opportunità di intervento, condivisibile ovviamente anche con il paziente.

“Contemporaneamente, a livello di coordinamento, la conoscenza anticipata del possibile risultato del trapianto su ogni singolo paziente potrà aiutare al meglio la gestione degli organi in un’ottica di miglioramento del governo clinico di tutto il processo”.

Il nuovo algoritmo, come emerge dallo studio pubblicato su Gastroenterology, la rivista scientifica con impact factor più alto in tema di malattie dell’apparato digerente, è in grado di cambiare profondamente la pratica clinica internazionale perché è di immediata applicabilità.

La capacità di questo nuovo algoritmo di prevedere il risultato del trapianto in qualsiasi condizione di malattia è stata confermata, infatti, anche su un campione di 350 pazienti trapiantati a Shanghai, presso la prestigiosa Fudan University.

“Lo strumento offerto da questo algoritmo – confermano il Professor Luciano De Carlis, Direttore del Centro Trapianti dell’Ospedale Niguarda di Milano e Alessandro Cucchetti dell’Università di Bologna – offre a tutti noi e a chi coordina a livello regionale e nazionale la donazione d’organi e trapianti, una grande opportunità di grande aiuto nella costruzione di un rapporto franco tra medico, paziente e familiari, tutti uniti nella valutazione delle reali opportunità offerte dalle terapie oggi disponibili contro il tumore del fegato”.

Fonte: Corriere della Sera

 

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