27/06/2017

Gene “suicida” migliora i trapianti nei bimbi con leucemia

Utilizzare un gene “suicida” per migliorare l’efficacia dei trapianti di cellule staminali nei bambini colpiti da malattie ematologiche maligne come la leucemia, ma anche da altre patologie benigne gravi come la talassemia o alcuni tipi di anemia.

È questa l’intuizione italiana che avuto il riconoscimento della comunità internazionale degli ematologi.

A dimostrare la validità di questa metodica innovativa è uno studio internazionale coordinato dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, presentato al Congresso dell’Associazione europea di ematologia (EHA) a Madrid e selezionato tra i sei migliori lavori pervenuti.

A coordinare lo studio è Mattia Algeri, 33 anni, onco-ematologo pediatra al Bambino Gesù: “Lo studio, spiega, ha coinvolto 98 pazienti in Usa ed Europa con un’età media tra 4 e 8 anni”.

“Si tratta di un metodo innovativo, e per questo premiato dal congresso degli ematologi europei, che”, spiega l’esperto,“migliora la sicurezza e l’efficacia dei trapianti di staminali per i pazienti pediatrici utilizzando linfociti da donatore parzialmente compatibile. I linfociti vengono modificati geneticamente con un gene-suicida che li induce all’autoeliminazione se dovessero provocare reazioni avverse nel paziente trapiantato”.

Fonte: Medic@live Magazine

Per approfondimenti: “Geni modificati per curare la leucemia

 

 

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