06/03/2018

Entra in vigore la Convenzione del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi umani

La Convenzione del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi umani è entrata in vigore nei primi cinque Stati che l’hanno ratificata: Albania, Repubblica ceca, Malta, Repubblica di Moldova e Norvegia.

La convenzione, volta a prevenire e combattere il traffico di organi umani, è stato firmato da altri 17 Stati, che non l’hanno ancora ratificata: Armenia, Austria, Belgio, Federazione russa, Grecia, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Montenegro, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Turchia, e Ucraina. In una nota il Segretario generale del Consiglio d’Europa (Thorbjørn Jagland), ha espresso soddisfazione per l’entrata in vigore della convenzione, invitando gli altri Stati in Europa e anche al di là dei confini europei ad aderirvi senza indugio.

“L’ignobile traffico di organi umani provoca gravi violazioni dei diritti umani che dobbiamo prevenire e combattere vigorosamente. Tali reati vengono commessi da gruppi criminali organizzati ed hanno una dimensione multinazionale.

I governi devono agire in modo tempestivo e cooperare efficacemente, utilizzando il quadro giuridico offerto dalla convenzione”, queste le parole del Segretario generale Thorbjørn Jagland.

Prende dunque corpo il trattato di Santiago de Compostela del 25 marzo 2015, dove gli stati membri e non, assunsero l’impegno di contrastare con forza il traffico di organi umani.

La Convenzione stabilisce, infatti, un quadro giuridico globale per reprimere il traffico di organi umani, proteggere le vittime e perseguire penalmente i trafficanti. Introduce il reato di prelievo illecito di organi sia da donatore vivente che  da cadavere, del loro utilizzo ai fini del trapianto o altri fini, e altri reati connessi.

In dettaglio la Convenzione invita i Governi a perseguire penalmente il prelievo illecito di organi nei seguenti casi:

  • qualora il prelievo venga realizzato senza il consenso libero, chiaro e specifico del donatore vivente o cadavere, nel caso di un donatore cadavere, senza che il prelievo sia autorizzato in virtù del diritto di un Paese;
  • qualora, in cambio di un prelievo di organi, il donatore vivente, o una terza persona, ottenga profitti o vantaggi;
  • qualora, in cambio di un prelievo di organi da un donatore cadavere, una terza persona ottenga profitti o vantaggi.

La Convenzione prevede inoltre misure di protezione e risarcimento delle vittime, così come misure di prevenzione destinate a garantire trasparenza e accesso equo ai servizi di trapianto.

Insomma, ponendo le basi per una cooperazione transfrontaliera, offre finalmente l’opportunità di condurre azioni concertate a livello mondiale, grazie all’armonizzazione delle legislazioni nazionali.

Fonte: Council of Europe

 

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