16/02/2018

Due trapianti di rene crociato tra coppie incompatibili al Gemelli e al San Camillo di Roma

Il tutto grazie ad una tecnica che “ripulisce” il sangue del ricevente ed evita il rigetto dell’organo.

La tecnica, che prevede nel trapianto crociato la contemporanea desensibilizzazione di un donatore di rene con gruppo AB0 incompatibile, è stata effettuata con successo al Policlinico Universitario A. Gemelli dall’équipe chirurgica guidata da Franco Citterio, e all’Ospedale San Camillo dall’équipe chirurgica guidata da Massimo Iappelli.

Quando una persona vuole donare un rene a un paziente in dialisi, nonostante l’intenzione   alcune volte non è possibile fare il trapianto perché la coppia è incompatibile per la presenza di anticorpi anti-HLA donatore specifici) o per la presenza di anticorpi contro il gruppo sanguigno del donatore (trapianto AB0 incompatibile).

Per risolvere queste incompatibilità oggi abbiamo a disposizione due tecniche – spiegano Citterio e Iappelli -: il trapianto crociato e il trapianto con desensibilizzazione ABO.

Nel trapianto con modalità crociata vi sono due coppie AB e CD dove ciascun donatore vuole donare un rene al proprio ricevente, ma ciò non è possibile perché in una coppia il donatore A ha anticorpi contro il ricevente B, ma non contro il ricevente D, e nell’altra coppia il donatore C ha anticorpi contro il ricevente D, ma non contro il ricevente B. Si può procedere quindi al trapianto con lo scambio di coppia”.

In questo caso il donatore A dona al ricevente D e il donatore C dona al ricevente B. Nel caso in questione il gruppo sanguigno del donatore A non era compatibile con quello del ricevente D e quindi non era possibile effettuare lo scambio, ma lo scambio è stato reso possibile desensibilizzando il ricevente D, cioè rimuovendo dal suo sangue gli anticorpi contro il gruppo sanguigno del donatore A.

“Per la prima volta in Italia, abbiamo dunque abbinato due diverse tecniche per risolvere una complessa rete di incompatibilità – proseguono Citterio e Iappelli -: il trapianto crociato e la desensibilizzazione AB0”.

Sinora le due tecniche sono state considerate alternative e non complementari. “Questi due trapianti non sarebbero stati possibili in altro modo”.

Tutto ciò grazie alla costante e ben coordinata collaborazione tra le equipe del trapianto di rene della Fondazione Policlinico A. Gemelli, del Dipartimento Interaziendale Trapianti POIT dell’Ospedale San Camillo di Roma, il Centro Regionale Trapianti e l’ARES 118.

Gli interventi di prelievo laparoscopico dei due reni donati si sono svolti contemporaneamente al Policlinico Gemelli e al San Camillo. Quindi automezzi dell’Ares 118 hanno trasferito i due organi da un ospedale all’altro e si sono iniziati i trapianti.

Determinante per il successo della procedura è stata la stretta collaborazione con l’Unità Operativa di Emotrasfusione del Gemelli diretta da Gina Zini e con il laboratorio di Tipizzazione Tissutale HLA e Immunologia dei Trapianti del Centro Regionale Trapianti diretto da Antonina Piazza. Il coordinamento delle attività logistiche, necessario allo scambio dei due reni, è stato svolto dal Centro Regionale Trapianti della Regione Lazio, diretto da Maurizio Valeri, e dall’Ares 118 diretto da Antonio Ientile.

Fonte: Quotidianosanità

 

 

 

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