08/05/2018

Bio-ortopedia: ossa rigenerate con le staminali

Gli ortopedici italiani non usano solo le protesi ma il 30% esegue la rigenerazione delle ossa attraverso l’uso delle staminali.

La bio-ortopedia è sempre più diffusa in Italia, è infatti il 30% degli ortopedici ad utilizzarla. Alla base degli strumenti della bio-ortopedia, ci sono i trapianti di staminali, ricavate dal proprio grasso o midollo e plasma ricco di piastrine per stimolare la guarigione e riparare le lesioni a ossa e cartilagini provocate da infortuni o malattie, come ad esempio l’artrosi.

Si tratta di una crescita esponenziale nell’uso di questa tecnica, passata in 15 anni dal 5% al 30%.

A riferirlo, il Presidente della Società Mondiale della Cartilagine (International Cartilage Repair Society) nonché primo medico italiano a ricoprire tale incarico, Dr. Alberto Gobbi.

“Queste tecniche non sono utili per accelerare la ripresa degli sportivi dopo gli infortuni, ma anche per rigenerare alcuni tessuti e ritardare l’evoluzione di processi degenerativi, come quello dell’artrosi”, spiega Gobbi all’ANSA.

Dopo essere rimasti vittima di incidenti, è sempre più comune “fare infiltrazioni con fattori di crescita e cellule staminali – continua – Rispetto a prendere un antinfiammatorio per tanto tempo, con la medicina rigenerativa si sfrutta la capacità dell’organismo di guarire e si stimola la rigenerazione dei tessuti”.

Così si può evitare o ritardare l’impianto di protesi, “che sono definitive, ma hanno una durata media di 15 anni, e quindi sono soggette a interventi di revisione.

Le infiltrazioni o trapianti di staminali danno risultati molto buoni e si possono ripetere” – afferma Gobbi.

“Ci sono centri di riferimento che hanno fatto tanta sperimentazione e direi che in Italia ora le usano circa il 30% degli ortopedici” – conclude il presidente della Società Mondiale della Cartilagine.

Fonte: ANSA – Salute e Benessere

 

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