25/06/2018

Xenotrapianto: ritorno al futuro?

Meier RPH, Muller YD,, Balaphas A, Buhler LH, et al. Xenotransplantation: back to the future? Transpl Int 2018 ; 31(5):465-477.

Il campo degli xenotrapianti oscilla da sempre tra grande ottimismo e dubbi estremi

I primi tentativi clinici sono stati molto ambiziosi, ma hanno affrontato questioni tecniche ed etiche che hanno spinto la comunità di ricerca a tornare agli studi preclinici.

Ricercatori importanti hanno lasciato il campo a causa dei rischi xenozoonotici percepiti e della mancanza di progressi nei modelli di trapianto da maiale a primati non umani.

Tuttavia, lo xenotrapianto è progredito enormemente negli ultimi 10 anni. In particolare, è stato dimostrato che i reni suini possono funzionare per più di 1 anno nei macachi rhesus (Higginbotham L, et al. Late renal xenograft failure is antibody-mediated: description of the longest-reported survival in pig-to-primate renal xenotransplantation. Am J Transplant 2016);

Oppure che le insule possono dominare il diabete per più di 2,5 anni nei primati non umani (Shin JS, et al. Failure of transplantation tolerance induction by autologous regulatory T cells in the pig-to-non-human primate islet xenotransplantation model. Xenotransplantation 2016);

E ancora, che un cuore di maiale può sopravvivere in un babbuino oltre i 2,5 anni (Mohiuddin MM, et al. Chimeric 2C10R4 anti-CD40 antibody therapy is critical for long-term survival of GTKO.hCD46.hTBM pig-to-primate cardiac xenograft. Nat Commun 2016).

Questi risultati hanno ampiamente beneficiato delle nuove tecnologie, dei progressi nel campo dell’ingegneria genetica e, in particolare, degli strumenti di modifica del genoma, tanto che ora sembra possibile superare problemi apparentemente insormontabili solo qualche anno fa.

È proprio a questi importanti sviluppi che gli autori guardano in questo articolo, riferendo sullo stato dell’arte, sui risultati raggiunti e sugli sviluppi futuri.

In particolare l’articolo riporta l’attuale sopravvivenza di organi e cellule xenotrapiantati in modelli preclinici, descrive le nuove tecnologie di modifica del genoma come CRISPR/ as9 che consentono ai ricercatori di rimuovere o inserire con precisione i geni in qualsiasi punto del genoma, descrive inoltre i più recenti progressi nelle tecnologie delle cellule staminali e il loro utilizzo per la generazione di chimere in cui la prospettiva emergente è rappresentata dalla possibilità di far crescere organi umani nei suini mediante la complementazione della blastocisti,e conclude l’esposizione con una discussione sugli ultimi progressi in termini di sicurezza.

Insomma, secondo gli autori, il campo degli xenotrapianti sta entrando in una nuova era che apre ad affascinanti e innovative prospettive.

L’articolo, dunque, non è altro che una fotografia degli attuali progressi, compresi quelli raggiunti nei primati non umani attraverso gli strumenti tecnologici di editing del genoma appena sviluppati e la generazione di organi interspecie.

Certamente le questioni etiche rimangono in prima linea in questa ricerca, così come le difficoltà nel padroneggiare le tecnologie di modifica del genoma e i costi per generare e mantenere grandi maiali transgenici.

Ma gli autori confidano che nel prossimo decennio, lo xenotrapianto non sarà più “il futuro del trapianto” ma una realtà clinica positiva.

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

 

Non ci sono ancora commenti, Ma puoi inserire il primo



Lascia un commento



Cerca nel sito

Copyright © 2015 - Un progetto del Centro Nazionale Trapianti - Una produzione Think2it