10/10/2017

Velocità di filtrazione glomerulare del singolo nefrone, quale significato?

Denic A, Mathew J, Lerman LO, Rule AD, et al. Single-Nephron Glomerular Filtration Rate in Healthy Adults. N Engl J Med. 2017 Jun 15;376(24):2349-2357. doi: 10.1056/NEJMoa1614329.

Così come il tasso di filtrazione glomerulare (GFR) valuta la funzione complessiva renale, quello del singolo nefrone valuta la funzione dei singoli nefroni ed è simile al GFR totale valutato per tutti i nefroni.

Lo sostengono i ricercatori dalla Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) in uno studio pubblicato recentemente sul New England Journal of Medicine.

Lo studio ha analizzato 1.388 donatori viventi di reni tramite scansioni tomografiche con contrasto, misurazione della clearance basata su iotalamati del GFR e biopsia renale eco-guidata durante la donazione.

A ciò si è aggiunta la misura dell’indice di massa corporea (BMI), dell’escrezione urinaria di albumina nelle 24 ore (meno di 30 mg per l’accettazione) e dei livelli di acido urico sierico.

Tutti i donatori erano in buona salute anche se i valori di funzionalità renale variavano per sesso, età, altezza, per risultati della biopsia renale e per fattori di rischio di malattia renale cronica.

Nel complesso i partecipanti presentavano un normale GFR totale per la loro età. Il protocollo prevedeva l’inclusione anche di soggetti con lieve ipertensione, obesità moderata e storia familiare di malattia renale terminale.

I ricercatori hanno, quindi, valutato la relazione del filtrato glomerulare del singolo nefrone correlandolo con le caratteristiche demografiche e cliniche del paziente e con i risultati della biopsia.

Allo scopo hanno dedotto il filtrato glomerulare medio del singolo nefrone dal GFR totale diviso per il numero di nefroni. Hanno quindi calcolato il numero totale di nefroni come la densità dei glomeruli non sclerotici nel campione di biopsia moltiplicato per il volume corticale di entrambi i reni determinato alla tomografia computerizzata e arrotondato ai 10.000 nefroni più vicini.

Il tutto ha portato gli autori alle seguenti considerazioni:

  • Il numero di nefroni per rene e il GFR totale diminuiscono con l’età, ma il GFR del singolo nefrone si stabilizza a circa 79 nl/minuto fino all’età di 70 anni.
  • Il GFR del singolo nefrone è risultato più elevato tra i 13 donatori di età compresa tra 70 e 75 anni al momento della donazione rispetto ai donatori più giovani (110 vs 79 nL/minuto; P <.001), il che indica la perdita di nefroni oltre quanto previsto dal GFR totale per età.
  • Gli uomini avevano più nefroni rispetto alle donne (910.000 vs 830.000; P <.001) e il filtrato glomerulare totale negli uomini era superiore (124 vs 108 mL / min; P <.001). Mentre il GFR del singolo nefrone non differiva significativamente tra uomini e donne (81 vs 79 nl/min) rispettivamente.
  • Il filtrato glomerulare maggiore nel singolo nefrone è stato associato con una maggiore altezza, un BMI più elevato e una storia familiare di malattia renale allo stadio terminale. Tuttavia, l’essere più alti e più grandi è stato associato a un GFR totale inferiore a causa di un minor numero di nefroni;
  • Le biopsie hanno documentato che la glomerulosclerosi, l’arteriosclerosi, il volume glomerulare più grande e l’area tubulare più grande sono indipendentemente associati a un GFR superiore del singolo nefrone.

“L’avere nefroni più grandi è associato a un numero minore degli stessi, ma l’effetto è un GFR totale uguale o superiore alla norma perché i nefroni funzionali possono compensare quando altri sono compromessi o distrutti, mantenendo un GFR adeguato”, spiegano gli autori.

“In sostanza il numero di nefroni diminuisce con l’età, principalmente come conseguenza della nefrosclerosi, ma il GFR di un nefrone nei rimanenti glomeruli non aumenta con l’età, probabilmente perché la domanda metabolica diminuisce”, suggeriscono.

In considerazione di tali associazioni i ricercatori formulano le seguenti ipotesi:

  • l’obesità aumenta la domanda metabolica, che eleva il GFR del singolo nefrone;
  • la storia familiare di malattia renale in fase terminale potrebbe riflettere un numero inferiore di nefroni alla nascita.

I risvolti clinici di tali considerazioni restano tutti da valutare. Resta comunque il fatto che prima d’ora la determinazione della velocità di filtrazione glomerulare del singolo nefrone nell’uomo non era stata possibile.

“Adesso può essere invece calcolata quando sono disponibili un GFR totale, un campione di biopsia renale e un volume corticale dei reni determinati mediante l’imaging radiologica”.

Ciò può aiutare ad approfondire la fisiologia nefronica umana e sicuramente è già molto utile nella valutazione del donatore vivente visto che lo studio, in definitiva, sostiene che tra i donatori di rene sani, il GFR del singolo nefrone è abbastanza costante in relazione all’età, al sesso e all’altezza (se ≤190 cm). Mentre un GFR superiore del singolo nefrone è associato a determinati fattori di rischio per malattia renale cronica.

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

 

 

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