04/06/2018

Un farmaco contro il danno da riperfusione nel trapianto polmonare

University of Virginia Health System

Dopo decenni di ricerca presso lo University of Virginia Health System i medici hanno iniziato a testare un farmaco che sperano un giorno possa salvare molte vite tra i riceventi un trapianto di polmone.

Il farmaco, principio attivo regadenoson, è già comunemente usato in cardiologia per uso diagnostico nell’imaging di perfusione miocardica, ma i ricercatori suggeriscono che potrebbe essere utile per altri scopi, in particolare per contrastare il danno ischemico da riperfusione nel trapianto di polmone, in cui il tessuto viene danneggiato dal ripristino del flusso sanguigno dopo che è stato interrotto.

Christine L. Lau, a capo del team di ricerca, ha definito il danno ischemico da riperfusione come il “tallone d’Achille del trapianto di polmone” e, visto che tali lesioni sono direttamente correlate allo sviluppo del rigetto cronico, ossia, il motivo per cui la sopravvivenza a 5 anni nei pazienti sottoposti a questo trapianto è solo del 50% circa (Raphael J, et al. Perioperative statin use is associated with decreased incidence of primary graft dysfunction after lung transplantation. J Heart Lung Transplant. 2017), riuscire ad arginare tale complicanza significherebbe dare speranza a tutti i trapiantati di polmone.

“Questa sperimentazione clinica rappresenta il culmine di molti anni di ricerca in laboratorio e di una stretta collaborazione con molti partner”, spiegano i ricercatori, tanto che Christine L. Lau e il suo team hanno ora in programma uno studio clinico di fase 1, attraverso il quale valuteranno la sicurezza del farmaco in 21 pazienti sottoposti a trapianto di polmone per determinarne la dose più sicura.

In sostanza, ai pazienti eleggibili che ricevono un trapianto di polmone presso la University of Virginia, è offerta l’opportunità di partecipare allo studio. Se tutto va secondo le previsioni, i ricercatori hanno in programma di espandere il loro metodo ad altri siti come il National Institutes of Health’s National Heart e il Lung and Blood Institute, che stanno già collaborando al progetto dell’Università della Virginia.

Dal sito dell’Università si apprende che maggiori dettagli sulla sperimentazione, compresi i requisiti di idoneità alla partecipazione, sono disponibili sul database del Governo Federale alla voce ClinicalTrials.org.

L’obiettivo finale di decenni di ricerca è determinare se il farmaco può ridurre o addirittura prevenire il danno da riperfusione dell’ischemia.

Se così dovesse essere, sarebbe di enorme beneficio per i trapiantati di polmone.

“Riuscite a immaginare cosa potrebbe significare eliminare il rigetto cronico nel trapianto di polmoni? ” concludono i ricercatori.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

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