17/08/2017

Un algoritmo logistico per l’approvvigionamento di allograft facciali

Diaz-Siso JR, Plana NM, Schleich B, et al. Novel donor transfer algorithm for multiorgan and facial allograft procurement. Am J Transplant 2017 May 28. [Epub ahead of print]

La natura non salvavita del trapianto facciale (FT) ha spesso  sollevato preoccupazioni sulla gestione del donatore durante le operazioni di prelievo, soprattutto quando più équipe si trovano a lavorare in simultanea per il prelievo multiorgano sullo stesso donatore (Bueno J, et al. Logistics and strategy of multiorgan procurement involving total face allograft. Am J Transplant,2011).

Dopo alcuni casi in cui il prelievo di faccia ha messo a rischio la stabilità del donatore e la qualità degli altri organi, i chirurghi prelevatori descrivono le loro esperienze e formulano alcune proposte migliorative.

Il primo assunto unanime è che, durante le operazioni sul donatore, deve essere data priorità al prelievo degli organi salvavita (Brazio PS, et al. Algorithm for total face and multiorgan procurement from a brain-dead donor. Am J Transplant, 2013).

Il secondo è che la situazione ideale per il prelievo di viso si ottiene quando le équipe hanno il donatore in casa (stessa sede del centro trapianti). Ciò consente un ridotto tempo d‘ischemia, la disponibilità di apparecchiature per la microchirurgia e, non ultimo, la familiarità del personale di sala con gli aspetti tecnici e i tempi chirurgici.

Gli aspetti chirurgici nel trapianto di faccia sono, infatti, cruciali: la durata del prelievo è più lunga di quella degli organi, la natura grafica e l’accuratezza dei segni di incisione  può richiedere molto tempo soprattutto quando non si ha grande esperienza e deve essere coordinata con il team che esegue in contemporanea la dissezione sul ricevente.

È innegabile che tutto ciò possa risultare agevolato se non ci sono grandi distanze tra il centro di prelievo e quello di trapianto.

Considerando questi presupposti, il Department of Plastic Surgery, della New York University ha collaborato con il New York Organ Donor Network (LiveOn NY) alla determinazione di un algoritmo logistico sulle priorità e sulla sicurezza durante le operazione di prelievo di faccia in contemporanea ad altri organi.

Il protocollo risultante prevede in primo luogo il trasferimento del donatore in morte cerebrale presso le strutture dello New York University Langone Medical Center, servendosi di apposite ambulanze nelle quali viene ricreato l’ambiente ideale per il mantenimento e la sicurezza del donatore.

All’arrivo al centro vengono eseguite subito valutazioni preoperatorie che spesso non possono essere effettuate in piccole realtà ospedaliere come la tomografia computerizzata, l’angiografia o la cateterizzazione cardiaca. Il donatore viene dunque monitorato nell’unità di assistenza critica finché non sono confermate tutte le équipe di prelievo.

Il prelievo della faccia comincia solo dopo che i vasi sono stati incannulati per la perfusione e prosegue subito dopo il prelievo degli organi. In ogni momento, i chirurghi del NYU SO sono disponibili per supportare le équipe che vengono da fuori e pronti a prelevare gli organi se il donatore diventa instabile.

Il protocollo ha visto la sua prima applicazione nel 2015 quando è stato identificato un donatore di faccia ideale per un paziente in lista alla NYU. Seguendo l’algoritmo logistico del protocollo sopra descritto, il trasporto del donatore è andato avanti senza complicazioni il giorno successivo la sua segnalazione, quando è stato effettuato il prelievo di viso in circa 12 ore, durante le quali il donatore è rimasto stabile per tutto il tempo e il prelievo degli altri organi non è stato mai a rischio, anche dopo il crossclamp.

Nonostante una breve menzione nella letteratura di chirurgica plastica di un altro protocollo di trasporto dei donatori inter-hospital per il trapianto di viso (Pomahac B, et al. Donor facial composite allograft recovery operation: Cleveland and Boston experiences. Plast Reconstr Surg 2012), a detta degli autori, questa sarebbe la prima descrizione di tale algoritmo nella letteratura del trapianto.

Inoltre, un altro studio sul procurement degli organi dimostra che il trasporto dei donatori in centri specializzati indipendenti, migliora l’efficienza del processo con notevole risparmio dei costi e senza compromettere la qualità del donatore o dei suoi organi (Jendrisak MD, et al. Hospital-independent organ recovery from deceased donors: A two-year experience. Am J Transplant 2005).

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

 

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