02/03/2018

Trapianto robotico di rene? Sicuro e fattibile

Breda A, Territo A, Gausa L, et al. Robot-assisted kidney transplantation: the European experience. Eur Urol 2018;73(2):273-281.

Lo sostiene uno studio europeo secondo cui il trapianto di rene robotico assistito (RAKT), quando eseguito da chirurghi con esperienza di trapianto e di chirurgia robotica, è associato a più bassi tassi di complicanze, un rapido recupero e un’eccellente funzionalità del graft.

In quello che viene considerato il più grande studio prospettico multicentrico sul RAKT, Alberto Breda e i colleghi chirurghi dell’Università Autonoma di Barcellona, hanno valutato gli esiti chirurgici (perioperatori e postoperatori precoci) di 120 pazienti (75 uomini e 45 donne) sottoposti a tale procedura in 8 centri di trapianto europei, dei quali 118 trapiantati da donatore vivente.

I pazienti avevano un’età media al trapianto di 43 anni, una durata mediana di dialisi di 365 giorni e un periodo di follow-up minimo di 1 anno.

Il tempo mediano di sutura vascolare è stato di 38 minuti; La perdita mediana di sangue stimata di 150 ml; Il tempo medio di ischemia totale di 89,5 minuti.

Non si sono verificate complicanze intraoperatorie maggiori, ma 2 pazienti hanno richiesto la conversione alla procedura chirurgica tradizionale.

Il tasso mediano di filtrazione glomerulare, stimato alla prima, seconda, settima e trentesima giornata post operatoria, è stato di 21,2; 45,0; 52,6 e 58,0 ml/min rispettivamente.

Cinque pazienti (4,2%) hanno avuto una funzione ritardata del trapianto. I ricercatori riferiscono un caso d’infezione della ferita, 3 casi di ileo e 4 casi di sanguinamento.

“I dati chirurgici mostrano che il trapianto di rene robotico assistito è sicuro, fattibile e riproducibile, con bassi tassi di complicanze in casi selezionati e un’eccellente funzione dell’ innesto”, sottolineano gli autori.

Breda e colleghi fanno però notare che tutti i team chirurgici coinvolti nello studio avevano una profonda esperienza in chirurgia robotica e nel trapianto di rene per via chirurgica tradizionale.

Tutti avevano provato a lungo la tecnica robotica su modelli animali prima di riprodurla sui pazienti e tutti avevano usufruito dell’intervento di un chirurgo RAKT più esperto durante la fase di apprendimento e nell’esecuzione dei primi casi nel proprio centro.

In generale, gli autori hanno osservato che i vantaggi tipici della chirurgia robotica riguardano l’uso di strumenti articolati, una vista 3D, un superbo ingrandimento e una buona ergonomia del chirurgo.

“I pazienti con malattia renale allo stadio terminale sono generalmente fragili”, spiegano gli autori, “di conseguenza, possono trarre vantaggi significativi dal trapianto eseguito con una tecnica minimamente invasiva”.

I limiti dello studio sono rappresentati dalla mancanza di un gruppo di controllo di pazienti sottoposti a trapianto da donatore vivente con tecnica chirurgica tradizionale, dal fatto che non tutti i centri hanno arruolato i pazienti allo stesso tempo e da un possibile pregiudizio nel processo di selezione.

Rimane però il fatto che, secondo i risultati di questo studio, il trapianto robotico assistito è fattibile, sicuro, riproducibile oltre che apportatore di risultati migliori.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

 

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