13/09/2017

Trapianto di fegato in pazienti con HCC, nuovo modello di rischio

Sasaki K, Firl DJ, Hashimoto K, Aucejo FN, Miller CM, et al. Development and validation of the HALT-HCC score to predict mortality in liver transplant recipients with hepatocellular carcinoma: a retrospective cohort analysis. Lancet Gastroenterol Hepatol 2017 [Epub ahead of print].

Un nuovo punteggio di rischio per prevedere la sopravvivenza a cinque anni dopo il trapianto di fegato dei pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) ha mostrato una migliore capacità prognostica rispetto ad altri modelli quando è stato testato su un pool di quasi 14.000 pazienti.

In un’analisi retrospettiva di coorte, il modello di rischio associato al trapianto di fegato per il carcinoma epatocellulare (HALT-HCC) è risultato superiore al modello attualmente adottato (Criteri di Milano) e ad altri precedentemente descritti nel prevedere la mortalità complessiva dei pazienti sottoposti a trapianto.

Lo affermaFederico N. Aucejo, del Cleveland Clinic Lerner College of Medicine in Ohio, in un articolo pubblicato online su The Lancet Gastroenterology and Hepatology.

“Adottando il modello HALT-HCC come nuovo standard di rischio, le possibili implicazioni nella pratica clinica saranno una più accurata selezione dei pazienti, una migliore sopravvivenza e un utilizzo più efficace dell’organo”, sostengono i ricercatori.

La base dei Milano Criteria, da due decadi considerati da tutti come il miglior sistema per la selezione dei pazienti con HCC che hanno maggiori probabilità di beneficiare del trapianto di fegato, è la morfologia tumorale (dimensioni e numero di lesioni).

Tuttavia, secondo questo nuovo studio, il metodo non è esaustivo in quanto non valuta gli aspetti della biologia tumorale (come i fattori genetici) che influenzano il potenziale metastatico del tumore.

Inoltre, il modello di Milano è binario, ossia, un paziente soddisfa o non soddisfa i criteri, il che escluderebbe la probabilità di varianza associata agli esiti.

“Abbiamo, quindi, deciso di creare un punteggio di rischio continuo capace di incorporare i fattori multipli e diversi, inerenti la morfologia tumorale, la biologia tumorale e la gravità del paziente, ovvero, il punteggio di carico tumorale (TBS), l’alfa-fetoproteina (AFP) e il MELD-sodium (MELD-Na)”, spiega Aucejo.

I tre parametri sono stati quindi usati per generare un’equazione di rischio continua e facile da calcolare. Quando il modello HALT-HCC è stato applicato alla coorte di 420 pazienti con HCC sottoposti a trapianto di fegato presso la Cleveland Clinic Foundation (CCF) tra il 2002 e il 2014, i punteggi HALT-HCC sono passati da 2,40 a 46,42, con i punteggi crescenti che indicavano una progressiva peggiore sopravvivenza globale a cinque anni dal trapianto.

Per convalidare e calibrare il nuovo modello di valutazione del rischio i ricercatori hanno poi utilizzato i dati di 13.717 pazienti con HCC estratti dal Registro scientifico dei trapianti (SRTR) che sono stati sottoposti a trapianto nello stesso periodo della coorte CCF.

Anche nella coorte SRTR, la prognosi è peggiorata con l’aumento del punteggio HALT-HCC, con tassi di sopravvivenza globale di cinque anni (78,7%, 74,5%, 71,8% e 61,5% rispettivamente per quartili da 1 a 4) (p <0,0001).

L’analisi multivariata di Cox ha dimostrato che il sistema HALT-HCC risultava significativamente associato alla sopravvivenza globale (rapporto rischio, 1,06 per punto), anche dopo l’aggiustamento per i fattori di rischio non correlati all’HCC.

Inoltre, il modello HALT-HCC ha individuato pazienti che, pur rientrando nei criteri di Milano, avevano avuto risultati negativi dopo il trapianto e pazienti oltre i criteri di Milano che, invece, avevano riportato risultati favorevoli.

Insomma, l’integrazione dei dati genomici e morfologici e con la severità della malattia epatica, è un passo avanti verso la medicina personalizzata che migliora criteri di selezione dei pazienti con HCC candidabili al trapianto e consente un miglior utilizzo dell’organo.

 

 

 

 

 

 

 

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