20/02/2014

Trapianto di isole pancreatiche, a che punto siamo?

La sperimentazione sulle cellule β e sulla loro possibilità di trapianto ha una storia piuttosto lunga che risale agli anni Sessanta. Prima della fine degli anni Novanta, tuttavia, non si erano ancora ottenuti risultati soddisfacenti: le tecniche di estrazione, purificazione e trapianto delle cellule erano meno raffinate di quelle odierne, l’immunosoppressione molto pesante e  la vita media delle cellule trapiantate non superiore ai due anni.

Oggi  il trapianto di isole pancreatiche (IT) costituisce un’opzione terapeutica ben consolidata per pazienti con diabete mellito tipo 1 (DM1) adeguatamente selezionati.

Dal lancio iniziale del “Protocollo di Edmonton” si sono, infatti, registrati straordinari progressi.
Importanti traguardi sono stati raggiunti grazie anche alla realizzazione di numerosi studi, pre-clinici e clinici, e all’introduzione di agenti innovativi che hanno consentito e consentono un’efficace  immunotolleranza con complicanze minime.

Ciò nonostante, l’analisi  dei risultati a lungo termine ha indicato che l’insulino-indipendenza non è duratura e la maggior parte dei pazienti torna ad assumere modeste quantità d’insulina intorno al quinto anno post-trapianto, senza tuttavia incorrere in episodi di ipoglicemia ricorrenti.
Molti fattori sono stati identificati come limitanti l’attecchimento e la sopravvivenza delle isole pancreatiche nel lungo periodo e sono probabilmente da associare al rigetto immunitario e alla riattivazione di maccanismi di autoimmunità e d’esposizione cronica all’agente diabetogeno.

In questa panoramica Shapiro, uno dei maggiori esperti mondiali del settore, in un articolo presentato su World Journal of Transplantation, fa il punto della situazione e dà conto dei recenti progressi nel trapianto di isole pancreatiche.

Oggi gli sforzi sono volti a migliorare la qualità di queste isole e la riuscita del processo di attecchimento e finalizzati alla realizzazione di protocolli immunosoppressivi sempre più selettivi per migliorare gli outcome di lungo periodo.
A seguito dei progressi ottenuti anche l’esperienza internazionale è cresciuta e con essa il numero di trapianti eseguiti in centri altamente specializzati.
Tra i centri trapianto più importanti e attivi nel mondo il Clinical Islet Transplant Center, istituito presso l’Università di Alberta, Stati Uniti, è diventato un punto di riferimento per l’adozione di approcci innovativi e integrati. Su più di 300 trapianti eseguiti finora, la funzionalità totale o parziale del trapianto veniva raggiunta nell’80% dei casi. A ciò si aggiungono la continua ricerca di siti di trapianto alternativi per superare le limitazioni intrinseche all’innesto a livello intraportale e la sperimentazione che prevede l’utilizzo di cellule staminali in grado di produrre insulina come alternativa alle isole umane, sempre più scarse e quindi preziose.

Attualmente sono circa 750 i pazienti diabetici che hanno ricevuto un trapianto di isole pancreatiche presso i 30 centri internazionali di trapianto insulare attivi, a fronte di circa 30.000 trapianti di pancreas realizzati nel corso degli ultimi tre decenni. Nonostante il numero relativamente basso di trapianti di isole sono stati recentemente segnalati risultati molto incoraggianti, con tassi di insulino-indipendenza a 5 anni che, in alcuni centri (Edmonton, Minneapolis, Lille), risultano sovrapponibili a quelli ottenuti con il trapianto di pancreas. Il continuo perfezionamento delle tecniche di preparazione delle isole e delle terapie immunosoppressive ha contribuito a migliorare l’efficacia e la sicurezza del trapianto di isole, al punto che ora viene proposto in alternativa al trapianto di pancreas.

Uno dei fini da perseguire rimane indubbiamente il miglioramento della resa dei preparati insulari, ma la ricerca è in continua evoluzione. Attualmente sono in corso trial su un nanovaccino che si sarebbe rivelato in grado, in modello murino, d’indurre la remissione del diabete e di ristabilire normali livelli glicemici.

Bibliografia.Pepper AR, Gala-Lopez B, Ziff O, Shapiro AMJ. Current status of clinical islet transplantation. World Journal of Transplantation 2013; 23(4): 48-53.

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