27/02/2014

Trapianto di fegato, la Spagna sviluppa un nuovo modello per l’assegnazione dei graft

In Spagna, Paese leader mondiale nelle donazioni, i criteri di assegnazione degli organi per il trapianto di fegato sono attualmente impostati su aspetti territoriali e clinici che garantiscono l’altruismo della donazione e la parità di accesso al trapianto.

Per determinare le priorità al trapianto dei pazienti in lista di attesa vengono prese in considerazione alcune caratteristiche del donatore, come, ad esempio, il gruppo sanguigno, unitamente alla gravità della condizione del ricevente attestata con modello MELD, Model for End Stage Liver Disease.Tale modello, partendo da alcuni parametri quali valori di bilirubina, di creatinina e indice di coagulazione INR del paziente, attraverso l’applicazione di un algoritmo, fornisce un punteggio che predice il rischio di mortalità del paziente nei successivi tre mesi. Più è alto il punteggio più è concreto il rischio di morte.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Cordoba, Spagna, e presentato sulla rivista scientifica Applied Soft Computing, tale processo di assegnazione dei graft presenta ancora ampi margini di migliorabilità.

Basandosi su un metodo matematico sviluppato sull’esperienza di oltre 1.500 donazioni registrate in Spagna e in Regno Unito i ricercatori hanno quindi messo a punto un nuovo modello finalizzato ad individuare il match migliore tra donatore e ricevente.

“Nella valutazione del match donatore-ricevente dovrebbero essere prese in considerazione anche altre variabili che, al principio di equità per i riceventi, uniscano aspetti concernenti le probabilità di successo del trapianto e che potrebbero essere decisivi per migliorare gli outcome di sopravvivenza”, afferma Perez-Ortiz, tra gli autori dello studio.

In particolare il modello di assegnazione sviluppato consentirebbe di individuare, tra i pazienti in gravi condizioni, quello con la massima probabilità di sopravvivenza. Sembra che nel creare il modello siano state utilizzate tecniche di apprendimento che imitano l’attività cerebrale quando apprende dall’esperienza e dai dati noti. L’applicazione si basa su 38 variabili (età, sesso, indice di massa corporea, presenza di diabete, ipertensione arteriosa, ecc.) ricavate dall’analisi di 1.500 abbinamenti donatore/ricevente di sette unità di trapianto della Spagna e del King College Hospital di Londra.

Queste variabili, studiate attraverso regressione statistica ordinale, venivano utilizzate per sperimentare e tarare il modello che era poi impiegato per abbinare donatore/ricevente e ottenere una stima di sopravvivenza. In particolare, per ogni abbinamento si otteneva uno score di sopravvivenza nel tempo (15 giorni, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno e oltre) utile a valutare il beneficio derivante dall’assegnazione.

Gli autori sostengono, che data la complessità dei fattori che intervengono nella procedura di trapianto, non ci si può limitare, semplicemente, ad abbinare un buon donatore a un ricevente in condizioni molto gravi. Nell’articolo si sostiene che: “Il sistema messo a punto rispetta il parametro di gravità/urgenza stimato con modello MELD e, al contempo, consente di individuare, tra i riceventi in lista di attesa, coloro che pur avendo, in teoria, una prognosi peggiore, trapiantati con uno specifico graft potrebbero trarne massimo vantaggio in termini di sopravvivenza”.

Bibliografia. Pérez-Ortiz M, Cruz-Ramírez M, Hervás-Martínez C, et al. An organ allocation system for liver transplantation based on ordinal regression. Applied Soft Computing 14: 88-98, 2014.

 

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