14/08/2018

Trapianto di faccia, un’opzione consolidata per migliorare la qualità di vita dei pazienti

Farber SJ, Kantar R, Diaz-Siso JR, Rodriguez ED. Face transplantation: an update for the United States trauma system. J Craniofac Surg 2018; 29(4):832-838.

Tredici anni dopo il primo intervento i chirurghi traumatologici statunitensi dovrebbero essere maggiormente consapevoli dell’attuale ruolo del trapianto facciale per i pazienti con severe deturpazioni del viso, inclusa la prova che l’aspetto e la funzionalità finali sono superiori a quelli forniti dalla chirurgia ricostruttiva convenzionale.

È questo il messaggio che emerge da uno studio riportato sul numero di giugno del Journal of Craniofacial Surgery.

Eduardo D. Rodriguez e i colleghi del dipartimento di chirurgia plastica Hansjörg Wyss presso la NYU Langone Health di New York riassumono l’esperienza mondiale del trapianto facciale fino ad oggi, insieme a un nuovo studio che mostra migliori risultati estetici e funzionali rispetto alla ricostruzione chirurgica convenzionale.

L’articolo fornisce un aggiornamento su tutte le procedure di trapianto facciale complete o parziali eseguite fino ad oggi, enfatizzando i rischi e i benefici, le indicazioni chirurgiche, gli esiti estetici e funzionali.

In particolare viene sottolineato che: “il trapianto di volto si è evoluto in una soluzione ricostruttiva sicura e fattibile, con buoni risultati estetici e funzionali per quei pazienti che, con gravi difetti facciali, non sono suscettibili di ricostruzione attraverso approcci convenzionali e autologhi”.

Specifica attenzione viene posta alle indicazioni, precisando che il trapianto può essere preso in considerazione per i pazienti con difetti che coinvolgono almeno il 60% della superficie facciale, con danni irreparabili o perdita delle “unità estetiche” della faccia centrale (palpebre, naso, labbra).

Mentre tali gravi lesioni facciali sono rare, i meccanismi traumatici che le causano non lo sono. Gli autori osservano, infatti, che la maggior parte dei trapianti facciali eseguiti fino ad oggi sono stati eseguti su pazienti che hanno subito ustioni o traumi balistici con armi da fuoco.

In questi casi gravi, gli innesti cutanei e le altre tecniche ricostruttive convenzionali non sono in grado di fornire risultati estetici e funzionali adeguati.

Nonostante ciò, ci sono ancora lacune e resistenze su tutti i benefici del trapianto facciale.

In un secondo studio, sempre il gruppo di Rodriguez ha chiesto a diverse persone del pubblico di valutare, prima e dopo, le immagini di pazienti con gravi deformità facciali, trattati mediante ricostruzione convenzionale o trapianto facciale (Cabrera AE, et al. Perceived Esthetic Outcomes of Face Transplantation: A Survey of the General Public. J Craniofac Surg. 2018 Jun).

Le valutazioni sono state eseguite utilizzando una scala di convalida a nove punti (deturpazione minima 1 punto, deturpazione grave 9 punti), raffrontate a un gruppo di controllo di soggetti con irregolarità del viso ma senza evidenti sfregi facciali.

I punteggi di deturpazione media percepiti sono stati di 4.9 punti per trapiantati di faccia contro 8.5 punti per quelli che hanno subito la ricostruzione convenzionale, rispetto a una media di 1,2 punti per il gruppo di controllo.

“Anche se subito dopo il trapianto si ha l’impressione di non apparire affatto normali, l’aspetto migliora enormemente rispetto alla chirurgia ricostruttiva convenzionale. Inoltre, la maggior parte dei pazienti trapiantati ha riferito di essere ritornata più attiva nelle comunità grazie alla percezione di una migliore accettazione estetica quando sono in pubblico”.

In conclusione gli autori commentano: “È importante che i chirurghi traumatologici che si occupano regolarmente di queste lesioni abbiano familiarità con la letteratura e l’esperienza sul trapianto di faccia e che abbiano una maggiore convinzione che il trapianto è un’opzione concreta per i pazienti con gravi e deturpanti traumi facciali”.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

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