03/10/2018

Trentadue miliardi di dollari, tanto costa al sistema sanitario statunitense la steatosi non alcolica

Charlton M, Dong l, Holmen J, Gilory R, et al. NAFLD: Impact on healthcare resource utilization, liver transplantation and mortality in a large, integrated healthcare system. Gastrenterology 2018; 154(6):S-1109–S-1110.

La steatosi epatica non alcolica, o NAFLD, che colpisce circa 100 milioni di americani, costa al sistema sanitario degli Stati Uniti 32 miliardi di dollari l’anno.

È quanto emerge da uno studio preliminare effettuato dai ricercatori dell’Intermountain Healthcare e presentato in occasione della conferenza annuale di quest’anno della Digestive Disease Week a Washington.

Secondo i ricercatori, la prevalenza della steatosi epatica non alcolica rispecchia la crescente tendenza dell’obesità negli Stati Uniti, tanto che a livello globale, una persona su quattro vive con tale condizione che è diventata la forma più comune di malattia epatica cronica, dal costo paragonabile solo all’ictus secondo i Centers for Disease Control and Prevention.

Quindi “identificare con esattezza il peso economico della steatosi epatica non alcolica, richiama l’attenzione sul reale bisogno di trattamenti che consentano di risparmiare denaro e vite”, affermano gli autori.

Per lo studio, i ricercatori del Intermountain Medical Center a Salt Lake City, hanno esaminato le cartelle cliniche per un periodo di 10 anni (2005-2015), identificando 4.569 pazienti con diagnosi di steatosi epatica non alcolica e, ai fini comparativi, un gruppo di controllo di 12.486 pazienti senza diagnosi per questa malattia.

I ricercatori hanno dunque analizzato i costi sanitari per paziente e i costi complessivi all’anno in entrambi i gruppi. I costi sono stati poi estrapolati su scala nazionale evidenziando un onere economico di circa 32 miliardi di dollari all’anno per la nazione.

In particolare i costi per la cura della malattia includono:

– Ricovero ospedaliero e appuntamenti ambulatoriali;

– Visite al pronto soccorso;

– Trapianto di fegato;

– Mortalità;

– Procedure mediche o nuove diagnosi;

– Nuovi farmaci o modifiche ai farmaci esistenti.

Si tratta della prima ricerca che stima i costi dell’effettivo utilizzo dell’assistenza sanitaria associata alla steatosi epatica non alcolica negli Stati Uniti”, ha dichiarato Richard Gilroy, direttore medico del programma di epatologia e trapianto di fegato presso Intermountain Medical Center.

“I risultati evidenziano il grande problema che affrontiamo oggi e il potenziale tsunami che incontreremo se scegliamo di non affrontare le cause della NAFLD ora”.

“Siamo in piena era di aumento dei costi sanitari e quella che era una malattia non riconosciuta e rara negli anni ’80, è ora diventata una grave epidemia destinata a far lievitare ulteriormente i costi negli anni a venire”, avverte Gilroy.

Considerando le importanti implicazioni finanziarie di tale condizione, i risultati dello studio evidenziano anche la potenziale possibilità di riduzione dei costi sanitari se i trattamenti diventassero disponibili per tutti. In particolare con il programma di trapianto di fegato, l’Intermountain Medical Center dimostra che i costi si possono abbattere.

Ma non ci sono e non ci saranno mai abbastanza fegati per soddisfare una richiesta in continua ascesa.

E’ il motivo per cui hanno messo a punto e convalidato un punteggio di rischio predittivo che utilizza i valori di laboratorio di base e l’anamnesi dei pazienti, per prevedere che di loro è a più alto rischio di sviluppare irreparabili danni al fegato a causa della malattia.

I ricercatori prevedono di utilizzare lo strumento di previsione per affrontare il problema a livello di popolazione globale intervenendo con opzioni nutrizionali e terapeutiche, prima che il paziente raggiunga l’insufficienza epatica terminale risolvibile solo con il trapianto.

 

 

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