26/09/2017

Il successo del trapianto di rene dipende anche da sesso ed età

Lepeytre F, Dahhou M, Zhang X, et al. Association of sex with risk of kidney graft failure differs by age. J Am Soc Nephrol 2017 Jun 7. pii: ASN.2016121380. doi: 10.1681/ASN.2016121380.

Il successo del trapianto di rene può dipendere dall’età e dal sesso donatore-ricevente, secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the American Society of Nephrology.

Il nuovo studio chiama in causa il ruolo degli estrogeni nel successo del trapianto e suggerisce che i pazienti potrebbero beneficiare di strategie di immunosoppressione personalizzate.

Lo studio, nato da una collaborazione tra i ricercatori dell’Istituto di Ricerca del McGill University Health Center (RI-MUHC) e quelli dell’Università di Montreal, ha rivelato che le giovani donne avevano risultati peggiori rispetto ai giovani maschi trapiantati, mentre le donne in età post-menopausale presentavano risultati simili o leggermente superiori rispetto agli uomini della stessa età.

Queste evidenze potrebbero aprire la porta a un nuovo approccio al trapianto e  portare a strategie di immunosoppressione personalizzate basate sull’età e sul sesso.

“Questo è il primo studio che valuta le differenze nei risultati del trapianto tra i beneficiari di sesso femminile e quelli di sesso maschile di tutte le età”, commenta Beth Foster, ricercatrice presso il RI-MUHC e nefrologa pediatra, tra gli autori dello studio.

“Gli studi precedenti non avevano trovato differenze significative nella sopravvivenza del trapianto tra i sessi, ma si erano concentrati esclusivamente su pazienti adulti, la maggior parte dei quali erano più anziani. Noi abbiamo invece considerato la possibilità che le differenze nella sopravvivenza del trapianto potessero dipendere dall’età e dal sesso”, continua.

I ricercatori hanno valutato i dati di quasi 160.000 trapiantati di rene registrati nel database del Registro Scientifico del Trapianti, che comprende tutti i trapianti effettuati negli Stati Uniti, valutando i risultati del successo in relazione all’età e al sesso sia del ricevente, sia del donatore.

“Abbiamo sosservato che, in caso di donatori maschi, le donne di tutte le età avevano una sopravvivenza del trapianto significativamente inferiore rispetto ai maschi”, spiegano i ricercatori. “Tuttavia, quando il donatore era femmina, solo i riceventi di sesso femminile e di età compresa tra i 15 ei 24 anni avevano risultati peggiori rispetto ai loro omologhi maschi, mentre i riceventi di età compresa tra i 45 e 60 anni presentavano una sopravvivenza del graft leggermente superiore  rispetto ai maschi della stessa età”.

Questi risultati aprirebbero a nuovi interrogativi circa il possibile ruolo degli ormoni sessuali sulla reattività immunitaria nei trapiantati. “Sappiamo da studi fuori dal campo del trapianto che gli estrogeni tenderebbero ad attivare il sistema immunitario, mentre gli ormoni sessuali maschili come il testosterone a sopprimerlo”, spiega il dottor Foster, Professore associato di pediatria alla McGill University. “Il fatto che le giovani donne di età compresa tra 15 e 24 anni, nelle quali i livelli di estrogeni sono al picco  abbiano un rischio d’insuccesso più elevati rispetto ai maschi o alle femmine di qualsiasi altra fascia di età, suggerisce che questi ormoni possono aumentare il rischio di rigetto”.

Oltre i 45 anni si hanno meno concentrazioni di questo ormone quindi ha senso che si possano avere rischi più bassi di rigetto e di insuccesso del trapianto”.

Un’altra ipotesi possibile nelle differenze di sesso osservate in questo studio è che gli ormoni sessuali possano influenzare la funzione dei farmaci antirigetto, rendendoli meno efficaci nelle femmine rispetto ai maschi.

Tutto ciò fa luce su quanto poco si sa circa l’influenza del sesso e dell’età sul sistema immunitario nel trapiantato e nell’assistenza medica in generale.

“Dobbiamo capire meglio quali fattori biologici e sociali spiegano le differenze di sesso nei risultati del trapianto che abbiamo osservato”, afferma il dottor Foster. “Adesso, trattiamo gli uomini, le donne, i ragazzi e le ragazze trapiantati in modo molto simile, ma con una migliore comprensione di questi meccanismi potremmo potenzialmente migliorare i risultati del trapianto sviluppando strategie anticoncezionali per età e sesso”.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

 

 

 

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