04/02/2014

Stop al prelievo degli organi dai condannati a morte, la Cina annuncia il passaggio a un sistema finalmente etico

Il capo dell’ufficio trapianti della Cina Huang Jiefu annuncia la volontà del Governo di porre fine al prelievo degli organi dai prigionieri giustiziati, al fine di uniformare il sistema cinese ai principi etici internazionali.

È una notizia che tutto il mondo auspicava da anni, anche se c’è molto scetticismo sulla possibilità che ciò possa essere effettuato in breve tempo, soprattutto per il fatto che fino al 2007 il Governo aveva ufficialmente negato che i prigionieri giustiziati potessero essere una fonte di approvvigionamento di organi per trapianto, nonostante questi organi fossero apertamente commercializzati a riceventi disperati.

Molti ritengono che questo cambiamento non possa essere realmente fattibile in poco tempo, anche se annunciato dal Ministero della Salute. Ma il capo dell’ufficio trapianti cinese, nell’affermare di avere il pieno sostegno dal Governo, ribadisce la volontà di richiamare tutti gli ospedali al rispetto dei propositi del Governo e agli standard etici comunemente accettati uniformandoli ai principi internazionali di equità, giustizia e trasparenza.

Secondo quanto dichiarato da Huang Jiefu, dal mese di novembre 2013, è iniziato il graduale decremento di prelievi di organi dai giustiziati per arrivare, entro la fine del 2014, alla piena attuazione del progetto di riordino del sistema.

Huang Jiefu ha quindi specificato che i trapianti dovranno essere eseguiti con organi donati volontariamente dalla popolazione sottolineando che questo è l’ultimo passaggio di una serie di riforme emanate dal Consiglio di Stato che vietano espressamente la vendita di organi e che hanno portato alla drastica riduzione dai ben 600 Centri di trapianto distribuiti sul territorio (gran parte dei quali sanzionati per commercio di organi), agli attuali 165 centri accreditati.

Il capo dell’ufficio trapianti della Cina ha inoltre evidenziato che dal marzo 2010 in 11 Province sono stati avviati sistemi di trapianto da donatore volontario che, pur registrando solo 60 casi nel primo anno di attività, hanno raggiunto i 1000 trapianti nel mese di luglio di quest’anno.

Il sistema proposto è costruito sul modellato degli Stati Uniti e sarà coordinato da organismi di reperimento di organi locali (OPO). Tutti gli organi verranno registrati in un sistema computerizzato e abbinati ai pazienti sulla base delle condizioni di urgenza e di anzianità in lista d’attesa.

Huang Jiefu ha dichiarato sulle pagine di The Lancet di avere molta fiducia nel cambiamento perché ha il pieno appoggio del Governo cinese. Rimangono comunque diverse perplessità sui propositi dichiarati, soprattutto per le vicende del passato cha hanno visto Huang Jiefu coinvolto in prima persona in situazioni non trasparenti.

Phelim Kine, vicedirettore di Human Rights Watch per l’Asia, pur riconoscendo che “chiunque abbia in passato condiviso o usufruito a vario titolo del sistema dei trapianti cinese è da ritenersi complice di esso”, sostiene che il desiderio di cambiare sia sincero e ritiene, quindi, credibili le dichiarazioni fatte da Huang Jiefu.

Solo il tempo potrà dirci la verità sulla vicenda.

Bibliografia. Alcorn T. China steps towards an ethical organ donor system. The Lancet 2013; 382 (9894): 755.

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