19/01/2016

Ricreare le cellule nervose della retina, ora è possibile

I ricercatori della Johns Hopkins University hanno sviluppato un metodo per trasformare validamente cellule staminali umane in cellule gangliari retiniche, un tipo di cellule nervose situate all’interno della retina che trasmette segnali visivi dall’occhio al cervello, la cui morte o disfunzione causa la perdita della vista in condizioni come il glaucoma e la sclerosi multipla.

Il metodo potrebbe portare a trapianti di cellule nelle persone colpite da glaucoma o sclerosi multipla.

“Lo studio ha portato a una migliore comprensione della biologia del nervo ottico, ma anche alla realizzazione di un modello umano cell-based che potrebbe essere utilizzato per realizzare farmaci che blocchino o trattino patologie che conducono alla cecità e, soprattutto, condurre allo sviluppo di nuove metodiche, come il trapianto cellulare, per restituire la vista a questi pazienti”.

È quanto afferma Donald Zack, Professore di Oftalmologia alla Scuola di Medicina della John Hopkins University, primo autore dello studio.

Il metodo, descritto nella prestigiosa rivista Scientific Reports, consiste nel modificare geneticamente una linea di cellule staminali embrionali umane evidenziando alla fluorescenza la loro differenziazione in cellule gangliari della retina, quindi utilizzare tale linea cellulare per lo sviluppo di nuovi metodi di differenziazione e caratterizzazione delle cellule risultanti.

Il tutto è stato effettuato utilizzando uno strumento di modifica del genoma in laboratorio denominato CRISPR-Cas9 e inserendo un gene della proteina fluorescente nel DNA delle cellule staminali. Questa proteina fluorescente (rossa) sarebbe espressa solo in presenza dell’espressione anche un altro gene chiamato BRN3B (POU4F2) tipico delle cellule gangliari retiniche mature. Quindi, una volta che una cellula staminale embrionale si è differenziata in cellula gangliare retinica, è facilmente individuabile proprio per il suo colore rosso al microscopio.

Attraverso la tecnica della fluorescenza hanno dunque fatto la cernita delle cellule attivate per separare quelle gangliari retiniche appena differenziate da una miscela di cellule altamente purificate per studio.

Le cellule hanno mostrato subito proprietà biologiche e fisiche identiche alle cellule gangliari della retina prodotte naturalmente”, spiega Zack.

“Entro il 30° giorno di coltura si sono osservati evidenti grumi di cellule fluorescenti visibili al microscopio”, riferiscono entusiasti gli autori.

“Siamo ora in grado di isolare le cellule e studiarle in una coltura pura: è qualcosa di eccezionale che prima non era possibile”.

“Siamo solo all’inizio”, continua Zack, ma crediamo che queste cellule potranno presto condurre a nuovi trattamenti per il glaucoma e altre forme di malattia del nervo ottico”.

I ricercatori hanno anche evidenziato che l’aggiunta di un prodotto naturale chiamato forskolina, il primo giorno del processo, ha contribuito a migliorare molto l’efficacia della differenziazione in cellule gangliari della retina.

La forskolina, che è ampiamente disponibile come integratore dimagrante naturale, è pubblicizzato come utrattamento a base di erbe per una serie di disturbi: ma, attenzione, non è scientificamente provata la sua efficacia per il trattamento o la prevenzione della cecità o qualsiasi altro disturbo retinico o del nervo ottico.

Bibliografia Sluch VM, Davis CH, Ranganathan V, et al. Differentiation of human ESCs to retinal ganglion cells using a CRISPR engineered reporter cell line. Sci Rep. 2015;5:16595.

 

2 Commenti:


  • By Fabrizio Cianchi 08 Mag 2016

    Speriamo che si la volta buona per ridare la vista.

  • By Stefano rinaldi 16 Apr 2017

    non mollate. datemi una speranza per vivere

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