14/06/2018

Nuovo sistema di classificazione delle insufficienze renali nei bambini

Atkinson M, Pierce C, Mitsnefes M, Warady B, Furth S, et al. Hepcidin in the Chronic Kidney Disease in Children (CKiD) Cohort Study. American Journal of Kidney Diseases 2018; 55 (4): B40.

I ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia hanno messo a punto un sistema di classificazione dell’insufficienza renale nei bambini, che  permette di valutarne la progressione verso la dialisi o la necessità di trapianto.

Si tratta di un sistema di stadiazione descritto sulle pagine on line dell’American Journal of Kidney Diseases, che consentirebbe di prevedere quanto tempo impiega, in questi piccoli pazienti, la malattia renale cronica a passare allo stadio finale.

Il sistema combina l’epcidina (una proteina regolatrice del ferro) alla lettura di tre valori: il tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR), la proteinuria (UPCR) e il tipo di malattia renale cronica (glomerulare o non glomerulare).

Il ruolo dell’epcidina nello sviluppo e nella progressione dell’anemia da malattia renale cronica nei bambini, finora era scarsamente definito.

Secondo quest’ultimo studio livelli più alti di epcidina sono associati a un aumentato rischio di anemia incidente e questa associazione è più significativa tra i soggetti con filtrazione glomerulare bassa.

Per svilupparlo, i ricercatori hanno esaminato i dati relativi a più di 1.200 bambini di età compresa tra 1 e 16 anni con malattia renale cronica (stadio CKD 2-4) con epcidina misurata al basale ed emoglobina (HGB) misurata annualmente al follow-up.

L’anemia è stata definita come HGB <5 percentile per età / sesso o trattamento con un agente stimolante l’eritropoiesi.

L’eGFR medio era di 47 mL/min/1,73 m2, e il 13% del campione aveva un rapporto proteine urinarie/creatinina (UPCR) superiore a 2 mg/mg all’inizio dello studio.

Il tasso di filtrazione glomerulare stimato, ossia la velocità con cui il sangue viene filtrato e ripulito dai reni, è stato suddiviso in quattro fasce (tra 60 e 89 mL/min); (tra 45 e 59 mL/min); (tra 30 e 44 mL/min) e tra 15 e 29 mL/min.

Mentre la proteinuria in tre fasce:  inferiore a 0,5; tra 0,5 e 2; e superiore a 2 mg/mg.

Da quanto osservato, valori più elevati di epcidina sono stati associati a una diminuzione di 0,87 g/dL di HGB durante il follow-up. Tra 90 soggetti non anemici al basale, il 23,3% ha sviluppato anemia incidente. i tempi medi del passaggio alla terapia sostitutiva renale o a una riduzione del 50% del filtrato glomerulare stimato, o ancora a un filtrato glomerulare  inferiore a 15 mL/min, andavan da oltre 10 anni per i bambini che avevano un filtrato glomerulare stimato tra 45 e 90 mL/min/1,73 m2 e una proteinuria inferiore a 0,5 mg/mg, fino a meno di un anno per i piccoli pazienti che avevano un filtrato glomerulare stimato tra 15 e 30 mL/min/1,73 m2 e una proteinuria maggiore di 2 mg/mg.

A ciò si aggiunge che i bambini con malattia gromerulare, mostravano una progressione più rapida del 43%, rispetto a quelli con malattia non glomerulare.

Essendo la velocità di filtrazione glomerulare un indicatore affidabile dello stato di salute dei reni, il suo abbinamento con i valori di proteinuria e con i livelli più alti di epcidina che sono associati a una riduzione dell’emoglobina e dunque ad un aumentato aumentato rischio di anemia incidente, l’associazione è risultata molto più significativa tra i soggetti con GFR più basso consentendo di stabilire precocemente la presenza di un danno renale e l’entità della sua progressione verso l’insufficienza renale terminale.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

 

 

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