07/02/2018

Mismatch di genere nel trapianto di fegato, quali conseguenze?

Hussein MH, Hashimoto T, Suzuki T,  et al. Liver Transplantation from female donors provokes higher complement component C5a activity. Ann Transplant 2017;22:694-700.


Studi su animali hanno dimostrato che le risposte immunitarie che si innestano dopo un danno tissutale dipendono anche dal genere
e che la terapia immunologica precoce con un tipo di citochina può ripristinare la funzione immunitaria e promuovere la sopravvivenza in un genere ma non nell’altro (Kahlke V, et al: Early interleukin-10 treatment improves survival and enhances immune function only in males after hemorrhage and subsequent sepsis. Shock, 2002).

Nel presente studio i ricercatori si sono posti l’obiettivo di determinare se il genere dei donatori influenzi i livelli del complemento terminale sierico C5a e lo stress ossidativo (OSI) nel trapianto di fegato pediatrico correlato (LRLTx).

È noto che la riperfusione del fegato trapiantato porti all’attivazione del complemento C5a con un meccanismo detto a cascata per l’innesco dei vari componenti complementari che circolano in forma inattiva (Tomasdottir H, et al: Complement activation during liver transplantation. Transplantation, 1993).

È altresì noto che lo stress ossidativo si verifica quando l’equilibrio omeostatico tra la formazione di ossidanti e la loro rimozione endogena è disgregato dall’eccessiva produzione di ossidanti per qualsiasi ragione o per difese antiossidanti inadeguate.

Quindi i ricercatori hanno ipotizzato che i cambiamenti nei livelli di C5a e nei valori OSI potrebbe spiegare l’effetto del mismatch di genere sulla sopravvivenza dell’organo e sui risultati a lungo termine nel trapianto di fegato pediatrico correlato.

Per verificare l’ipotesi gli autori  hanno arruolato 43 pazienti (20 maschi e 23 femmine) con un’età compresa tra 1,6 e 25,1 anni (età media al momento dello studio 12,3 anni) che avevano ricevuto un trapianto di fegato da donatore correlato, classificandoli in base al genere del ricevente e del donatore.

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a prelievi ematici durante le visite di follow-up presso la Fujita Health University tra novembre 2008 e marzo 2009.

Il siero C5a è stato misurato utilizzando il kit specifico C5a ELISA umano. Il siero idroperossido totale (TH) e il potenziale antiossidativo biologico (BAP) sono stati misurati utilizzando il sistema analitico dei radicali liberi e l’indice di stress ossidativo è stato calcolato come il rapporto tra TH e il BAP. Sono stati studiati anche i valori delle transaminasi (GPT, GOT), nonché delle ɣGT e dell’LDH.

I livelli sierici di C5a sono risultati più alti nei 29 maschi trapiantati con fegati di donatori di sesso femminile rispetto ai 14 destinatari che hanno ricevuto gli organi da donatori maschi.  Inoltre i pazienti trapiantati con fegati di donatrici avevano una maggiore incidenza di complicanze post-trapianto con più alti livelli di GPT e GOT nel siero.

Secondo i ricercatori i più alti livelli sierici di C5a osservati nei trapiantati con fegati di donatori femmine e la loro maggiore tendenza allo stress ossidativo potrebbero spiegare perché diversi altri studi hanno ipotizzato che il fegato femminile fosse un fattore di rischio di rigetto e di riduzione del tempo di sopravvivenza del trapianto (Croome KP, et al: Female donor to male recipient gender discordance results in inferior graft survival: A prospective study of 1,042 liver transplants. J Hepatobiliary Pancreat Sci, 2014).

Il dato, infatti, non è nuovo: diversi rapporti clinici hanno evidenziato che gli organi di donatore femminile costituiscono un fattore di rischio di outcome inferiori anche per altri trapianti. Nel trapianto di cuore, ad esempio, è stato osservato che il trapianto di cuori femminili in riceventi maschili si associa a esiti inferiori e aumento di rigetto, ma non è stata dimostrata una differenza statisticamente significativa di genere quando il ricevente è femmina (Prendergast TW, et al: The role of gender in heart transplantation. Ann Thorac Surg, 1998).

Così come nel trapianto di rene, gli organi di donatori femmine in riceventi maschi mostrano una tendenza prognostica peggiore (Silbiger SR, et al. The role of gender in the progression of renal disease. Adv Ren Replace Ther, 2003).

Sulla base di questi risultati gli autori ritengono che il complemento C5a giochi un ruolo nella risposta immunologica contro graft provenienti da donatrici di sesso femminile in riceventi maschili e questo li porta a concludere che la ricerca dovrebbe orientarsi verso lo studio di  inibitori selettivi di C5a per la loro potenziale applicazione come farmaci per la prevenzione e il trattamento del rigetto “di genere”.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

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