04/08/2017

Come migliorare il match nel trapianto di sangue cordonale

Eapen M, Wang T, Veys PA, Ruggeri A, et al. Allele-level HLA matching for umbilical cord blood transplantation for non-malignant diseases in children: a retrospective analysis. Lancet Haematol 2017 Jul;4(7):e325-e333.

Il match HLA a livello di allele migliora la sopravvivenza del trapianto di sangue del cordone ombelicale nei bambini con malattie non maligne.

Lo sostengono i ricercatori del Medical College deli Wisconsin a Milwaukee (USA) in uno studio internazionale pubblicato recentemente su The Lancet Haematology.

Mary Eapen, prima autrice dello studio, afferma: “La selezione delle unità di sangue cordonale per il trapianto, deve garantire che l’unità contenga un numero adeguato di cellule opportunamente associate al paziente” ma, storicamente, lo standard accettato è basato su criteri meno rigorosi di quelli applicati per la selezione di donatori adulti non correlati”.

Eppure è stato registrato che, in termini di sopravvivenza, i migliori trapianti di sangue cordonale si ottengono con match ideali HLA A, B, C e DRB1 a livello di allele.

Pertanto, questo studio ha cercato di stabilire l’importanza del match HLA a livello di allele nel miglioramento dei risultati del trapianto di sangue cordonale nei bambini con malattie non maligne.

I ricercatori hanno studiato le diversità sia a livello allelico sia aplotipico e l’eterogeneità dei dati relativi alla tipizzazione HLA di 1.199 coppie di donatori e di riceventi pediatrici sottoposti a trapianto di sangue cordonale monocomponente per malattie non maligne tra il 2000 e il 2013.

La mortalità è stata più alta nei trapianti non corrispondenti per due, tre, quattro o più alleli, rispetto ai trapianti HLA-abbinati.

Non sono state, invece, osservate differenze significative nella mortalità tra i trapianti abbinati e quelli non corrispondenti per un solo allele.

Altri fattori associati a una maggiore mortalità includevano: la sieropositività al citomegalovirus nei riceventi, la ridotta intensità dei regimi di condizionamento mioeloablativo, il trapianto di unità con una quantità totale di cellule nucleate inadeguate al peso del ricevente e i trapianti effettuati dal 2000 al 2005 rispetto a quelli effettuati dal 2006 al 2012.

La sopravvivenza complessiva a cinque anni, dopo l’aggiustamento dei fattori confondenti, è stata del 79% nei trapianti HLA-corrispondenti, del 76% nei trapianti con un allele non corrispondente, del 70% nei trapianti con due alleli non corrispondenti, del 62% in quelli con tre alleli non corrispondenti e del 49% nei trapianti con quattro o più alleli non corrispondenti.

In sostanza, i ricercatori affermano che il match HLA-A, HLA-B, HLA-C e HLA-DRB1  a livello di allele tra l’unità di sangue cordonale e il ricevente è associata a una migliore sopravvivenza e alla minima presenza di insuccessi del graft.

La sopravvivenza è, infatti, risultata inferiore e il fallimento dell’innesto più elevato nei trapianti non corrispondenti per due o più alleli.

Secondo i ricercatori questi risultati richiedono un cambiamento nella pratica clinica, ossia: “Le unità di sangue cordonale devono contenere un quantitativo desiderato minimo di cellule nucleate (4 a 5 x 10.000.000 per chilogrammo del peso del paziente) e la selezione dell’unità dovrebbe tenere conto della migliore corrispondente HLA-A, HLA-B, HLA-C e HLA-DRB1 a livello di allele.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

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