04/10/2017

La diagnosi di preeclampsia nelle gestanti trapiantate di organi solidi

Cyganek A, Pietrzak B, Dąbrowski FA, Grzechocińska B, et al. Fetal hypotrophy is an important marker in diagnosis of preeclampsia in pregnant patients after solid organ transplantation. Ann Transplant 2017; 22:370-377.

La preeclampsia costituisce la seconda causa di morte in gravidanza, in particolar modo nei Paesi meno sviluppati (Dadelszen P, et al. Pre-eclampsia: an update. Curr Hypertens Rep 2014).

Normalmente, infatti, le pazienti a rischio sono indirizzate a un’adeguata profilassi e monitorate costantemente durante la gravidanza.

Le donne sottoposte a trapianto di organi solidi rappresentano, però, un gruppo di pazienti con caratteristiche e necessità del tutto peculiari. Non a caso l’incidenza d’ipertensione arteriosa e di preeclampsia nelle donne in gravidanza portatrici di trapianto è significativamente superiore a quella nella popolazione generale, presentandosi con una frequenza che oscilla tra il 21% e il  27% nelle trapiantate di fegato e tra il  27% e il 54% nelle trapiantate di rene (Cyganek A, et al: Intrauterine growth restriction in pregnant women after kidney transplantation as a marker of preeclampsia. Ginekol Pol 2016).

In questi casi la diagnosi di preeclampsia può portare alla decisione d’interrompere la gravidanza o, più spesso, di far partorire la paziente il prima possibile, con un impatto anche sui costi per l’assistenza medica dei neonati prematuri, in particolare per  quelli con peso molto basso alla nascita.

Gli attuali criteri dell’International Society for the Study of Hypertension in Pregnancy [ISSHP] sottolineano proprio la diffcoltà di porre una diagnosi differenziale nelle pazienti con malattia cronica come sono quelle sottoposte a trapianto renale o epatico.

Infatti, in chi è stato sottoposto a un trapianto di rene, la proteinuria e l’ipertensione sono condizioni molto frequenti già prima della gravidanza: in alcune pazienti rimangono stabili, in altre si deteriorano a un certo punto della gestazione.

Da ricerche precedentemente pubblicate si evidenzia che l’ipertensione, l’anemia e la proteinuria sono complicanze frequenti nei trapiantati, in particolare nei trapiantati di rene, e possono condurre a un ritardo di crescita fetale intrauterina, problematica non a caso più comune tra le partorienti trapiantate, rispetto alla popolazione sana (Cyganek A, et al. Intrauterine growth restriction in pregnant renal and liver transplant recipients: risk factors assessment. Transplant Proc 2014).

In queste condizioni i medici potrebbero avere problemi nell’interpretazione diagnostica, con un conseguente un aumento dei tassi di prematurità tra le pazienti trapiantate.

Proprio grazie alle raccomandazioni della ISSHP, è stato, però, possibile includere l’ipotrofia intrauterina nel processo di diagnosi e monitoraggio della preeclampsia.

Ciò può aiutare a distinguere l’insufficienza d’organo o il possibile rigetto acuto dalle complicanze legate direttamente alla gravidanza, cambiando la prospettiva delle gravidanze future in queste pazienti.

Va indubbiamente sottolineato che l’immunosoppressione è un’altra varibile in questo gruppo di pazienti e ha la sua importanza.

Questo studio indica chiaramente che l’ipotrofia intrauterina è un segno importante di disordine fetale, ossia di circolazione placentare, che, nei pazienti con insufficienza d’organo (soprattutto renale), porta a un aumento della pressione arteriosa e a preeclampsia sintomatica completa.

Saper riconoscere tali condizioni può cambiare le sorti della gravidanza e questo porta gli autori a concludere che la cura delle gestanti già trapiantate di organo solido dovrebbe non solo riferirsi alle raccomandazioni della ISSHP e coinvolgere una team multidisciplinare di specialisti, ma prevedere anche un attento monitoraggio della crescita fetale.

L’approccio multidisciplinare, unitamente alla diagnosi precoce e al relativo trattamento, sono al momento gli unici strumenti che possono contribuire a ridurre drasticamente il numero di neonati prematuri in questo gruppo di pazienti.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

Non ci sono ancora commenti, Ma puoi inserire il primo



Lascia un commento



Cerca nel sito

Copyright © 2015 - Un progetto del Centro Nazionale Trapianti - Una produzione Think2it