11/01/2018

Innesti decellularizzati off-the-shelf come punti di accesso per la dialisi

Syedain ZH, Graham ML, Dunn TB, et al. A completely biological “off-the-shelf” arteriovenous graft that recellularizes in baboons. Sci Transl Med 2017;9(414).

Sostituti vascolari decellularizzati biologicamente competenti grazie al ripopolamento con fibroblasti dermici umani per creare accessi vascolari funzionali al trattamento dialitico.

È l’ultima frontiera dell’ingegneria tissutale che, in alternativa agli accessi vascolari temporanei e ai patch protesici, offre nuove soluzioni ai pazienti con apparato vascolare danneggiato.

I pazienti sottoposti a emodialisi per insufficienza renale terminale, quasi sempre ricevono una fistola artero-venosa, ma queste connessioni chirurgiche qualche volta falliscono o non possono essere praticate in alcuni pazienti con il sistema vascolare compromesso.

In questi casi si ricorre agli accessi vascolari temporanei tramite cateteri venosi centrali che possono essere posizionati in giugulare interna, femorale o succlavia, oppure all’uso di vasi protesici che però hanno dei limiti ben noti tra cui le infezioni, la trombogenicità, la tendenza a calcificarsi o reazioni da corpo estraneo, o anche la mancata garanzia di un’adeguata crescita.

Questi limiti intrinsechi ne riducono la funzione a lungo termine e presentano oltre all’onere del fallimento, anche rischi associati al reintervento.

In un quadro così complesso, che più frequentemente riguarda i pazienti che devono affrontare interventi di cardiochirurgia per il trattamento di patologie ischemiche o di chirurgia vascolare per la rivascolarizzazione distale dell’arto inferiore), ma anche coloro che hanno necessità di accessi vascolari funzionanti per la dialisi, l’ingegneria dei tessuti si è inserita come uno dei più promettenti approcci per produrre sostituti vascolari biologicamente competenti.

È noto che un accesso vascolare ben funzionante è il requisito fondamentale per il buon esito del trattamento dialitico e, in questo articolo, i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Biomedica dell’Università del Minnesota riferiscono su un approccio di ingegneria tissutale utilizzato per generare innesti vascolari decellularizzati ripopolati con fibroblasti dermici umani intrappolati in gel di fibrina neonatale bovina, ossia, un trapianto “off-the-shelf” (non vivente) che è completamente biologico.

Gli innesti creati, da 6 mm di diametro e circa 15 cm di lunghezza, sono stati impiantati nei babbuini e testati come punti di accesso per l’emodialisi con ripetute incannulazioni e quindi sottoposti a valutazioni ecografiche a 1, 2, 3 e 6 mesi.

Nel corso di 6 settimane gli innesti sono stati ricellularizzati con le cellule ospiti e mantenuti in pressione senza evidenza di rigetto immunitario.

A distanza di 3 e 6 mesi, la pervietà degli innesti era, rispettivamente, dell’83% (5 su 6) e del 60% (3 su 5).

All’espianto, gli innesti si sono rivelati ampiamente ricellularizzati, comprese le cellule muscolari lisce con lo sviluppo di endotelio sulla superficie luminale.

Gli autori riferiscono di non aver osservato calcificazioni, perdita di resistenza alle pressioni, stenosi, né risposta immunitaria palese, che costituiscono le complicanze più comuni di altri materiali.

Gli stessi concludono che l’approccio si è rivelato una valida alternativa agli innesti autologhi o sintetici, dimostrando l’efficacia della metodica off-the-shelf acellulare e completamente biologica.

 

 

 

 

 

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