20/11/2017

Infezioni urinarie ricorrenti, un pericolo per la sopravvivenza del trapianto

Britt NS, Hagopian JC, Brennan DC, Horwedel TA, et al. Effects of recurrent urinary tract infections on graft and patient outcomes after kidney transplantation. Nephrol Dial Transplant 2017 1;32(10):1758-1766.

Le infezioni del tratto urinario (UTI) sono comuni dopo il trapianto di rene: se non identificate e trattate in modo appropriato possono evolvere verso quadri di crescente gravità.

In particolare l’influenza delle infezioni ricorrenti è molto più pesante di quanto si potesse pensare, con risultati peggiori sulla sopravvivenza dell’organo trapiantato e del paziente.

In questo studio retrospettivo condotto su 2.469 trapiantati di rene, i ricercatori del Barnes-Jewish Hospital di St. Louis (Missouri), dopo aver definito le infezioni ricorrenti quelle che si manifestavano almeno 2 volte in un periodo di 6 mesi post trapianto, oppure 3 volte o più in qualsiasi momento nell’arco di 12 mesi, hanno confrontato i livelli di funzionalità del trapianto e la sopravvivenza dei pazienti, con i tassi di resistenza ai diversi farmaci, escludendo i casi di decesso avvenuti entro 30 giorni dal trapianto.

Nonostante la profilassi antimicrobica di routine con trimetoprim-sulfametossazolo, circa un quarto dei pazienti ha sviluppato almeno un’infezione del tratto urinario durante il periodo osservato, sottolineando la difficoltà di prevenzione di queste infezioni nella popolazione immunodepressa come quella dei trapiantati e confermando che la maggior parte delle infezioni si verifica nelle prime fasi del post-trapianto, coerentemente con altri studi precedenti (Alangaden GJ, et al. Infectious complications after kidney transplantation: current epidemiology and associated risk factors. Clin Transplant 2006).

Nel dettaglio, degli oltre 2.400 pazienti studiati, 1.835 (74,3%) non presentavano infezioni del tratto urinario; 465 (18,8%) le avevano avute ma solo occasionalmente, mentre 169 (6,8%) avevano infezioni ricorrenti.

Secondo quanto osservato dai ricercatori i pazienti con un quadro d’infezioni ricorrenti hanno evidenziato un rischio di insufficienza del graft aumentato di 2 volte rispetto a quelli senza infezioni e un aumento del rischio di morte dell’87% rispetto ai pazienti con infezioni non ricorrenti.

Inoltre, nelle infezioni ricorrenti, la metà circa dei casi (49%) era causata da batteri gram-negativi resistenti ai farmaci.

Le raccomandazioni conclusive dello studio sono orientate all’identificazione precoce dell’agente responsabile al fine di abbandonare la terapia antibiotica empirica per quella mirata e alla rivalutazione dei regimi immunosoppressivi in funzione della gravità dell’infezione, dell’aggressività del germe responsabile e del quadro clinico complessivo del paziente.

Studi futuri volti ad approfondire tali aspetti sono ritenuti dagli autori cruciali per preservare gli esiti del trapianto e del paziente.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

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