12/09/2018

Importanza della protezione solare per i pazienti sottoposti a trapianto

Hartman RI, Green AC, Gordon LG, e al. Sun protection among organ transplant recipients after participation in a skin cancer research study (Skin Tumours and Allograft Recipients Study). JAMA Dermatol 2018 Jun 6. [Epub ahead of print]

A causa dell’immunosoppressione i trapiantati hanno un rischio 100 volte più elevato di sviluppare determinati tumori della pelle rispetto alla popolazione generale.

E’ stato calcolato che dopo 10 anni dal trapianto circa il 10% dei pazienti può sviluppare un tumore cutaneo, ma tale rischio può essere ridotto se ci si protegge adeguatamente dal sole e se ci si sottopone a visita dermatologica di controllo almeno una volta l’anno.

Gli atteggiamenti di prevenzione sono quindi di fondamentale importanza in questa popolazione.

Non a caso con le prime esposizioni solari ai caldi estivi, arrivano anche le raccomandazioni e i consigli dei dermatologi per i pazienti trapiantati.

Nonostante questo, non tutti comprendono o danno il giusto peso alle misure da adottare per proteggersi dai raggi solari.

E’ quanto riferiscono i dermatologi americani e australiani in una lettera pubblicata su JAMA Dermatology.

Il loro studio ha infatti rilevato che in una popolazione di trapiantati ad alto rischio, solo la metà dei pazienti praticava regolarmente diverse misure di protezione solare.

Rebecca I. Hartman e colleghi del Brigham and Women’s Hospital di Boston, hanno condotto uno studio di coorte retrospettivo tra i pazienti trapiantati di rene e di fegato considerati ad alto rischio di tumori cutanei.

La ricerca ha riguardato 225 partecipanti con un follow-up medio di 36 mesi, dei quali è stato esaminato l’abituale utilizzo di filtri solari, cappelli e/o capi a maniche lunghe quali misure protettive verso l’esposizione al sole.

I ricercatori hanno osservato che, al momento dell’arruolamento nello studio, i pazienti che utilizzavano abitualmente misure protettive, erano più spesso di carnagione chiara, erano di origine australiana, avevano ricevuto adeguate istruzioni di protezione ed erano stati sottoposti almeno una volta l’anno allo screening per cancro della pelle negli ultimi 5 anni perché considerati a maggiore rischio di sviluppare tumori cutanei.

Tuttavia, dopo aver partecipato allo studio di ricerca che richiedeva specifiche visite dermatologiche, informazioni sui rischi d’insorgenza di tumori cutanei e adeguate istruzioni sulle misure protettive da adottare,

Alla conclusione dello studio tutti i pazienti hanno avuto un radicale cambiamento comportamentale, compresi quelli che all’inizio non si erano mai sottoposti a uno screening del cancro della pelle.

Ciò secondo gli autori evidenzia due aspetti fondamentali:

  • Il primo è che una maggiore consapevolezza sul cancro della pelle in questi pazienti favorisce adeguati comportamenti di prevenzione che riguardano sia l’adesione allo screening annuale che l’adozione di adeguate misure protettive;
  • Il secondo suggerisce che rivolgersi a centri specialistici che conducono la sorveglianza sul cancro della pelle tra i pazienti trapiantati, offre vantaggi educativi e di prevenzione primaria che sono fondamentali oltre che per la diagnostica anche per l’accesso a percorsi terapeutici specifici eventualmente necessari.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

Non ci sono ancora commenti, Ma puoi inserire il primo



Lascia un commento



Cerca nel sito

Copyright © 2015 - Un progetto del Centro Nazionale Trapianti - Una produzione Think2it