28/08/2018

Impatto sul tempo di trapianto per il trattamento dell’epatite C pre e post-intervento

Chascsa DM, Mousa OY, Pungpapong S, Aqel BA, et al. Clinical outcomes of hepatitis C treatment before and after kidney transplantation and its impact on time to transplant: a multi-center study. Am J Transplant 2018 May 14. [Epub ahead of print]

Il tempo di attesa per un trapianto di rene è notoriamente lungo sia per l’elevato numero di pazienti in lista, sia per l’insufficiente numero di donatori.

Un contributo alla riduzione dei tempi d’attesa può venire dall’utilizzo di organi positivi per l’epatite C, ma ci sono scuole di pensiero diverse sul momento in cui trattare l’epatite C, se prima o dopo il trapianto.

David M. Chascsa e i colleghi della Mayo Clinic di Phoenix (Arizona) hanno esaminato retrospettivamente il corso di 36 pazienti positivi all’epatite C in attesa di trapianto di rene in due grandi centri all’interno dello stesso sistema sanitario.

I due centri avevano modelli di erogazione delle cure pressoché identici, ad eccezione dei tempi di trattamento dell’epatite C.

Gli autori hanno dunque valutato l’impatto dei tempi di trattamento dell’epatite C in relazione all’accesso al trapianto, al tempo di lista d’attesa, all’efficacia e alla tollerabilità del trattamento.

La maggior parte dei pazienti presentava genotipo 1a o 1b e tutti hanno ricevuto una terapia antivirale ad azione diretta con una risposta al trattamento del 100%.

Stando ai risultati dello studio pubblicati recentemente sull’American Journal of Transplantation, tra i pazienti positivi per l’epatite C il trattamento post-trapianto dell’epatite aumenterebbe di molto l’accesso al trapianto e ridurrebbe i tempi di attesa.

Specificatamente gli autori riportano che per i pazienti trapiantati nel gruppo di trattamento pre-trapianto, il tasso di trapianto a un anno era del 12,5% a fronte di un tasso di trapianto del 67,9% nel gruppo di trattamento per l’epatite C post-trapianto.

Inoltre, nel gruppo di trattamento post-trapianto, il tempo medio di attesa era di 122 giorni, ossia significativamente più breve del tempo di attesa regionale e nazionale del centro.

Non è stata osservata alcuna differenza nella qualità dell’allotrapianto sulla base della valutazione istopatologica o degli eventi avversi correlati al trattamento nei due gruppi.

Gli autori concludono che la strategia di trattamento dell’epatite C post-trapianto aumenta l’accesso al trapianto e riduce il tempo di attesa.

Inoltre, ritardare il trattamento fino a dopo l’intervento non sembra avere un impatto negativo sul trapianto o sulla sopravvivenza globale dei pazienti.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

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