09/05/2018

Immunometabolismo, nuovo monitoraggio e approccio terapeutico nei trapianti

Tanimine N, Turka LA, Priyadharshini B. Navigating T-Cell immunometabolism in transplantation. Transplantation 2018;102(2):230-239.

Una nuova disciplina denominata “immunometabolismo” sta trasformando il campo dell’immunologia favorendo nuove intuizioni e nuovi metodi per selezionare, definire e sfruttare meglio le proprietà metaboliche delle cellule immunitarie a fini immunoterapeutici.

Ciò riveste particolare interesse per il vasto panorama dell’immunologia clinica e, in particolare per i trapianti, dove l’innesco del rigetto da parte delle risposte immunitarie allogeniche rimane il principale impedimento all’accettazione dell’organo trapiantato e al raggiungimento della tolleranza.

L’immunometabolismo, dunque, che comprende lo studio delle vie metaboliche intrinseche di diversi sottosettori immunitari e il loro impatto sul destino e sulla funzione cellulare, può offrire opportunità promettenti per la regolazione selettiva delle risposte immunitarie nel trapianto.

È stato, infatti, riportato che il blocco simultaneo della glicolisi e del metabolismo della glutammina può prevenire il rigetto dell’allotrapianto nei modelli di trapianto cutaneo e cardiaco (Lee CF, et al. Preventing allograft rejection by targeting immune metabolism. Cell Rep. 2015).

D’interesse è il fatto che questo approccio sopprime le cellule T effettrici CD4+ e CD8+ promuovendo la generazione di cellule Treg allospecifiche. Questo suggerisce che l’inibizione delle vie metaboliche può esercitare selettività cellulare influenzando preferenzialmente quelle cellule con la maggiore richiesta di quel particolare processo metabolico.

In questo articolo i ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston mettono in evidenza proprio lo scopo dell’immunometabolismo nello svelare nuovi meccanismi di regolazione immunitaria che possono essere manipolati per promuovere la stabilità e la funzione delle cellule Treg mentre inibiscono gli effettori T per stabilire la tolleranza di trapianto a lungo termine.

Gli autori discutono l’eterogeneità metabolica di diversi sottogruppi di cellule T così come i principi di base delle tecnologie integrative, come la metabolomica, che possono essere utilizzate per comprendere meglio i percorsi e le firme metaboliche delle risposte immunitarie.

In particolare, lo studio delinea molto chiaramente i modi in cui questi percorsi possono essere mirati utilizzando approcci diversi tra cui la modulazione del segnale, l’inibizione degli enzimi, le reazioni mitocondriali e l’alterazione dei tratti epigenetici, nonché una descrizione approfondita delle diverse metodologie analitiche progettate per interrogare le segnature metaboliche delle cellule immunitarie.

Inoltre, lo studio sostiene che il crescente interesse nel campo, guidato in parte da recenti sviluppi tecnici e dalla loro più ampia disponibilità, ha spinto l’uso di approcci immunometabolici per determinare nuovi bersagli terapeutici nel trapianto e per identificare specifici pattern metabolici da utilizzare come biomarcatori prognostici.

Insomma, l’immunometabolismo può rivelarsi una strategia di monitoraggio efficiente mediante la quale valutare, ad esempio, l’ischemia/danno da riperfusione e rilevare l’alterazione funzionale dell’innesto durante il rigetto acuto.

Inoltre, utilizzando i risultati delle analisi trascrizionali, la valutazione della tolleranza e le firme metaboliche correlate, possono essere implementate per determinare l’opportunità della sospensione dell’immunosoppressione e per valutare l’efficacia delle terapie tollerogeniche nel trapianto clinico.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

1 Commento:


  • By Angelo 10 Mag 2018

    Sarebbe un risultato eccellente per l’ulteriore benessere del soggetto trapiantato.
    Mi auguro che si arrivi a conclusione in senso positivo

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