09/01/2018

Gravidanza dopo un trapianto di fegato: fattibilità e sicurezza

Baskiran A, Karakas S, Ince V, et al. Pregnancy after liver transplantation: risks and outcomes. Transplant Proc 2017;49(8):1875-1878.

In questo studio gli autori si sono posti l’obiettivo di valutare gli esiti del trapianto di fegato nelle riceventi rimaste incinte dopo il trapianto.

Da gennaio 2007 a dicembre 2016, presso il Dipartimento di chirurgia generale e trapianti di fegato della Inonu University di Malatya (Turchia), sono stati sottoposti a trapianto 1.890 pazienti, di cui 185 donne in età fertile (15-45 anni), 18 delle quali sono rimaste incinte durante il periodo di studio.

L’età media al momento del trapianto era di 25,3 anni (± 5,2 anni), mentre l’intervallo medio tra il trapianto e il concepimento è stato di 32,7 mesi (± 15,3 mesi).

Diciassette gravidanze (65,4%) si sono concluse con un nato vivo. Sei gravidanze (23%) sono risultate senza complicanze materne o fetali.

La più frequente complicanza materna durante la gravidanza è stata l’ipertensione (16,6%).

Dati più o meno in linea con quella che è l’esperienza mondiale che, dal 1978, riporta più di 300 gravidanze dopo un trapianto di fegato, con una percentuale intorno all’80% di quelle andate a buon fine.

Eppure, nonostante i progressi raggiunti nel trapianto e la crescente esperienza nella gestione clinica, la gravidanza nelle pazienti sottoposte a trapianto di fegato appare ancora a maggior rischio rispetto a quella della popolazione generale, sia per la madre che per il feto.

Ciò induce gli autori a sostenere che le questioni relative alla fertilità post trapianto e, in particolare, alla gravidanza, dovrebbero essere ampiamente discusse con le pazienti e i loro partner, preferibilmente prima del trapianto, come parte di un percorso di avvicinamento al trapianto stesso, soprattutto per le pazienti più giovani o ancora in età fertile.

Questo perché deve essere chiaro che si può avere un peggioramento della funzionalità del fegato trapiantato, oppure lo sviluppo di ipertensione arteriosa associata ad alterazione della funzione renale e alla coagulazione del sangue che possono avere ricadute sulla madre e anche sul feto con nascite pretermine e basso peso alla nascita.

Nonostante ciò, la popolazione di trapiantate di fegato in età riproduttiva è in continua crescita e le aspettative per quanto riguarda la fattibilità, la sicurezza e l’opportunità di una gravidanza post-trapianto sono cambiate notevolmente.

Ragion per cui, secondo gli autori, si può affermare che, in linea generale, la gravidanza nelle donne sottoposte a trapianto di fegato è sempre più possibile.

Ma non va dimenticato che in questi casi si parla sempre di gravidanze a rischio che vanno seguite con controlli e monitoraggi più frequenti rispetto alla norma, anche perché la mancanza di raccomandazioni standardizzate sulla gravidanza nelle donne trapiantate è un problema significativo che può influenzare il processo decisionale clinico e la qualità di vita delle donne.

I ricercatori raccomandano, quindi, che le gravidanze nelle pazienti trapiantate di fegato siano seguite con attenzione da un team multidisciplinare in grado di valutare lo stato dell’organo e, soprattutto, d’individuare eventuali segni o indizi che potrebbero indicare un’eventuale patologia, un’infezione, un inizio di rigetto, o problemi del feto.

In altre parole è richiesta la fattiva collaborazione fra ginecologi, endocrinologi, clinici medici, epatologi, immunologi ed ecografisti, in grado di prevenire ed affrontare prontamente qualsivoglia complicanza e di portare la gravidanza a buon fine senza esporre a rischi la madre e il nascituro.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

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