06/05/2014

Fede islamica e propensione alla donazione d’organi

I musulmani che interpretano gli eventi negativi della vita come castigo di Dio sono meno propensi a credere che la donazione di organi dopo la morte sia etica. È quanto riporta un sondaggio condotto dai ricercatori dell’Università di Chicago sul tema medicina e religione.

Lo studio, pubblicato online dalla rivista Transplantation, indica una complessa relazione tra gli atteggiamenti nei confronti della donazione di organi e la fede islamica. Precedenti ricerche avevano già dimostrato come i musulmani fossero meno propensi di altri gruppi religiosi a credere che la donazione di organi sia eticamente giustificata, evidenziando come i valori di alcune confessioni religiose possano costituire un ostacolo insormontabile alla donazione dopo la morte.

Padela e i suoi colleghi hanno intervistato un gruppo di 97 adulti reclutati nelle moschee, ai quali è stato chiesto, in base alle loro convinzioni religiose, quali fossero le opinioni sulla donazione degli organi dopo la morte. Dei 97 intervistati (in numero quasi uguale tra uomini e donne), più di un terzo era costituito da musulmani di origine araba (36), un quarto era dell’Asia meridionale (23) o di origine afro-americana (25). Gli intervistati che asserivano di interpretare le grandi avversità della vita (grave malattie o morte) come castigo di Dio, manifestavano una grande difficoltà a credere che la donazione da cadavere potesse essere giustificata. Solo razza ed etnia risultavano fattori associati ad atteggiamenti diversi nei confronti della donazione. Sesso, Paese di origine, durata della residenza negli Stati Uniti, livello di istruzione e assicurazione sanitaria, non avevano, invece, alcun impatto sulle loro convinzioni.
Gli americani arabi erano più propensi a credere che la donazione di organi fosse giustificata rispetto ai musulmani dell’Asia meridionale e ai musulmani afro-americani.

“Abbiamo bisogno di approfondire la teologia e capire perché alcune persone credono che Dio le stia punendo e come questo impatti sul loro atteggiamento nei confronti della donazione”, afferma Aasim Padela, autore dello studio. La comunità medica non può farlo da sola: si tratta di un tema estremamente delicato e complesso che richiede la collaborazione della comunità religiosa musulmana per esplorare, comprendere e intervenire su convinzioni che non riguardano solo gli atteggiamenti verso la donazione, ma che influenzano, più in generale, comportamenti e posizioni sul tema della salute.

“Alcuni studiosi islamici ritengono che la donazione degli organi dopo la morte non sia una pratica ammissibile. Dobbiamo quindi favorire una scelta informata attraverso la promozione del dialogo in pubblico, all’interno di moschee, nei luoghi di comunità e negli ospedali. “Solo un’atmosfera aperta e non giudicante ci permetterà di muoverci tra le complesse problematiche legate alle credenze religiose e all’interpretazione che queste danno della donazione di organi”, conclude l’autore.

Bibliografia: Padela AI, Zaganjor H. Relationships between Islamic religiosity and attitude toward deceased organ donation among American Muslims: a pilot study. Transplantation 2014 Mar 18. [Epub ahead of print]

 

Non ci sono ancora commenti, Ma puoi inserire il primo



Lascia un commento



Cerca nel sito

Copyright © 2015 - Un progetto del Centro Nazionale Trapianti - Una produzione Think2it