08/02/2018

Diminuisce il rischio di morte per malattie renali all’ultimo stadio

Foster BJ, Mitsnefes MM, Dahhou M, Zhang X, Laskin BL. Changes in excess mortality from end stage renal disease in the United States from 1995 to 2013. Clin J Am Soc Nephrol 2017 Dec 14. [Epub ahead of print]

È noto che la malattia renale cronica (IRC) sia associata a un elevato rischio di morte prematura per qualsiasi causa, in particolare per patologie cardiovascolari (45-50%).
È altresì noto che esiste una stretta correlazione inversa tra funzione renale e rischio di morte, per cui si possono considerare fortunati quei pazienti che riescono a raggiungere la fase terminale dell’IRC.

Nonostante questo, tra i pazienti con malattia renale allo stadio terminale (ESRD), si è riscontrata una sostanziale diminuzione del rischio di morte per qualsiasi causa.

È quanto riporta uno studio pubblicato online sul Clinical Journal of American Society of Nephrology ed è una di quelle buone notizie che fanno ben sperare per il futuro, soprattutto se si pensa che l’insufficienza renale cronica è ormai diventato un problema di salute pubblica di vaste proporzioni che riguarda un numero sempre maggiore di soggetti sia della popolazione adulta sia di quella pediatrica.

Basti sapere che, nei soli Stati Uniti, si calcola che la popolazione affetta da malattia renale allo stadio terminale sia di circa 20 milioni, con un’incidenza annua d’insufficienza renale terminale di circa 100.000 casi.

Bethany Foster e i colleghi del Montreal Children’s Hospital Research Institute,  hanno dunque calcolato le correlazioni tra lo scorrere del tempo e i rischi di morte per qualsiasi causa di circa 2 milioni di pazienti, tra adulti e bambini statunitensi, con malattia renale all’ultimo stadio, dal 1995 al 2013.

I ricercatori avrebbero osservato sostanziali variazioni di rischio di morte per quinquennio sia per i pazienti da 0 a 14 anni, sia per quelli oltre i 65 anni di età,  il che significa che tra il 1995 e il 2013 per ogni intervallo di 5 anni, c’è stata una diminuzione dal 12 al 27% di eccesso di rischio di morte ESRD-relata.

Il trend in riduzione del rischio di morte riguarda sia i pazienti in trattamento dialitico sia quelli con un trapianto di rene.

In particolare, i giovani pazienti con un trapianto di rene funzionante hanno fatto registrare i miglioramenti più grandi, così come gli individui più anziani hanno avuto tassi di mortalità ESRD-relati in forte diminuzione nel periodo osservato.

Probabilmente il miglioramento delle cure attraverso il trattamento adeguato dei fattori di rischio cardiovascolare sin dalle prime fasi della malattia renale cronica e le attuali strategie terapeutiche mirate a migliorare le morbilità di questi pazienti hanno giocato un ruolo determinante.

L’articolo non indaga su questi aspetti, né è dato sapere se questa semplice osservazione rifletta gli aumenti paralleli di sopravvivenza osservati nella popolazione generale.

Resta comunque il dato oggettivo riferito dagli autori che, negli Stati Uniti, il rischio di morte per qualsiasi causa tra le persone con malattia renale all’ultimo stadio è diminuito in modo significativo tra il 1995 e il 2013.

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

 

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