09/10/2018

Come definire l’idoneità del pancreas al trapianto, due sistemi a confronto

Ayami MS, Grzella S, Viebahn R, et al. Pancreas Donor Risk Index but Not Pre-Procurement Pancreas Allocation Suitability Score Predicts Pancreas Graft Survival: A Cohort Study from a Large German Pancreas Transplantation Center. Ann Transplant 2018; 23:434-441.


Valutare l’idoneità di un organo al trapianto è un passo cruciale nell’utilizzo ottimale di risorse cronicamente insufficienti rispetto alla domanda; ciò è particolarmente importante per gli organi più delicati e per questo più esposti a vari insulti che ne possono pregiudicare l’utilizzo.

È il caso del pancreas per il quale sono stati creati diversi sistemi di punteggio al fine di supportare il processo decisionale clinico volto alla loro idoneità pre trapianto.

Il rovescio della medaglia è che questi sistemi possono anche ridurre significativamente il numero di organi potenzialmente utilizzabili, per cui è fondamentale valutarne l’affidabilità.

Questo studio mira proprio ad analizzare la validità di questi sistemi, in particolare del “Pancreas Donor Risk Index” (PDRI) e del “Preprocurement Pancreas Allocation Suitability Score” (P-PASS) in un grande centro di trapianti di pancreas tedesco.

Il P-PASS, introdotto in Eurotransplant nel 2008, è composto da 8 fattori clinici del donatore, disponibili prima del trapianto (età, indice di massa corporea, unità di terapia intensiva, arresto cardiaco, sodio siero, amilasi sierica, lipasi sierica, uso di catecolamine) e prevede uno score che va da un minimo di 9 punti a un massimo di 27.

Più il punteggio è alto, maggiore è la possibilità che l’organo venga rifiutato perché ritenuto in correlazione con una peggiore sopravvivenza dell’organo post trapianto (Vinkers MT, et al: How to recognize a suitable pancreas donor: A Eurotransplant study of preprocurement factors. Transplant Proc. 2008).

Non a caso la maggior parte dei centri tendono a utilizzare pancreas con punteggi P-PASS inferiori a 17.

Il PDRI, maggiormente in uso negli stati Uniti (UNOS), ha lo stesso scopo ma comprende 10 parametri del donatore e si differenzia dal P-PASS per alcuni di questi (età, indice di massa corporea, altezza, creatinina sierica, genere, etnia, incidente vascolare cerebrale, DCD, tipo di trapianto, tempo di ischemia fredda).

Gli autori hanno dunque analizzato i risultati di 322 pazienti trapiantati di pancreas in un unico centro tedesco. Gli stessi sono stati divisi in due gruppi: (115 casi con punteggi P-PASS <17 e 207 con punteggi ≥17), corrispondenti a 3 gruppi secondo il sistema PDRI (87 casi con punteggio <1; 133 con punteggio tra 1-1,5 e 102 casi con punteggio >1,5).

In sintesi, i risultati dello studio mostrano che, sebbene il P-PASS abbia mostrato un’associazione con il fallimento dell’innesto precoce, non è riuscito a mostrare un risultato simile per quanto riguarda sopravvivenza del trapianto di pancreas a lungo termine.

Ciò è in linea con altri precedenti studi giunti alla stessa conclusione (Schenker P, et al. Preprocurement pancreas allocation suitability score does not correlate with long-term pancreas graft survival. Transplant Proc, 2010).

In particolare gli autori sostengono che non c’è un’associazione tra P-PASS ≥17 e insufficienza del trapianto a lungo termine. Ciò significa che la politica di accettare solo pancreas con punteggi P-PASS inferiori a 17 dovrebbe essere criticamente riesaminata perché riduce ingiustificatamente il pool di pancreas potenzialmente idonei al trapianto. 

Il sistema PDRI ha invece dimostrato di essere uno strumento migliore per questo, con valori di PDRI >1,5 che sono risultati associati a risultati significativamente peggiori dopo il trapianto.

In particolare, un punteggio PDRI più alto di 1,57 è associato a una riduzione significativa della sopravvivenza del trapianto a un anno, per cui questo sistema, più dell’altro, può essere d’aiuto nell’individuazione di organi a maggiore rischio nella fase di allocazione.

Quindi il PDRI si dimostra un sistema predittivo di sopravvivenza del trapianto di pancreas più affidabile, anche se risultati positivi possono essere realizzato con innesti da donatori con punteggi PDRI pure più alti.

La sensazione finale che trasmette lo studio è però che il ruolo di questi sistemi di valutazione del rischio, possono essere solo di supporto nel processo decisionale d’idoneità dell’organo.

Questo vale non solo per il P-PASS, ma anche al PDRI. La decisione di accettare o rifiutare un pancreas dovrebbe essere dunque basata sulla valutazione anche di diverse variabili in cui le condizioni del ricevente sono ancora centrali e i risultati altamente dipendenti da queste.

 

 

 

 

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