07/08/2017

Cellule staminali nel tessuto cerebrale anche dopo un ictus

Tatebayashi K, Tanaka Y, Nakano-Doi A, et al. Identification of multipotent stem cells in human brain tissue following stroke. Stem Cells Dev 2017 Apr 19. [Epub ahead of print]

Il tessuto cerebrale dei pazienti anziani colpiti da ictus contiene cellule staminali multipotenti che potrebbero contribuire alla riparazione neurale.

Lo sostiene una ricerca giapponese in un articolo pubblicato su Stem Cells and Development.

“Tradizionalmente le regioni post-ischemiche sono state ritenute prevalentemente occupate da tessuti necrotici e cellule infiammatorie”, ha dichiarato Takayuki Nakagomi del Hyogo College of Medicine di Nishinomiya, in Giappone.

“Tuttavia, utilizzando un modello d’infarto cerebrale, abbiamo dimostrato che cellule staminali multipotenti (iSCs) si sviluppano anche all’interno delle regioni ischemiche”.

Nello studio il team di Nakagomi ha utilizzato campioni cerebrali prelevati da due pazienti colpiti da ictus che erano stati sottoposti a lobectomia parziale e craniectomia decompressiva per indagare se le iSCs potessero essere isolate nel cervello umano anche dopo un ictus.

L’immunoistochimica ha identificato le iSCs localizzate vicino ai vasi sanguigni all’interno delle aree interessate dall’ictus contenenti neuroni apoptotici/necrotici che esprimevano sia la nestina (un marcatore della cellula staminale), sia diversi marcatori pericitici.

Le iSCs isolate esprimevano anche altre cellule staminali e marcatori cellulari indifferenziati in grado di differenziarsi in cellule multiple in vitro, compresi i neuroni.

“Dato che hanno la potenzialità di differenziarsi in linee neuronali in vitro, un’ulteriore comprensione dei profili iSC può rendere la rigenerazione/riparazione neurale una realtà nei pazienti con ictus”, evidenzia il dottor Nakagomi.

“Attualmente, l’utilizzo di vari tipi di cellule, come le cellule staminali mesenchimali, ha il potenziale per costituire un approccio promettente nella riparazione del sistema nervoso centrale (CNS) dopo l’ictus ischemico. Tuttavia, sempre maggiori evidenze dimostrano che il trapianto esogeno di cellule staminali attraverso l’accesso endovenoso fa si che gran parte di queste rimangano intrappolate all’interno di organi (ad esempio, polmone, milza) e solo una piccola parte può accumularsi nel sistema nervoso centrale danneggiato”.

In considerazione di questo, i ricercatori sostengono che se si riuscisse a individuare i fattori che modulano il destino delle iSCs (sopravvivenza, proliferazione, migrazione e differenziazione), le terapie a base di cellule staminali endogene indotte localmente, come iSCs, potrebberro fornire una strategia efficace per la rigenerazione del SNC dopo l’ictus ischemico. 

In relatà, la neurogenesi e l’angiogenesi avvengono sistematicamente dopo le lesioni cerebrali, quindi l’identificazione delle cellule staminali nella regione ischemica non è di per sé sorprendente. È invece sorprendente che nel primo paziente queste cellule siano state osservate 36 ore dopo l’ictus, suggerendo che la rigenerazione potrebbe verificarsi anche in fase acuta o sub-acuta post ictus.

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

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