20/07/2017

Cellule staminali e impalcature tridimensionali per la riparazione dei tendini

Peach MS, Ramos DM, James, Laurencin CT, et al. Engineered stem cell niche matrices for rotator cuff tendon regenerative engineering. PLoS One 2017 ;12 (4): e0174789.

Una combinazione di materiali all’avanguardia per la costruzione di impalcature tridimensionali in associazione con cellule staminali adulte: è la grande promessa per migliorare la guarigione dei tendini della cuffia dei rotatori.

La rottura dei tendini della cuffia dei rotatori spesso richiede la riparazione chirurgica ma, altrettanto frequentemente, le lesioni si ripresentano richiedendo un ulteriore intervento chirurgico. Questo perché i tendini sono costituiti principalmente da fibre di collagene, con poche cellule e una bassa capacità di rigenerarsi per conto proprio.

In questo studio i ricercatori della University of Connecticut di Farmington hanno riprodotto l’ambiente in cui crescono normalmente i tendini per verificare se tale strategia potesse favorire la riparazione tendinea rispetto alla sola chirurgia.

Hanno quindi testato l’impianto di un ponteggio artificiale incorporato con cellule staminali su topi con una lacerazione tendinea riparata chirurgicamente e confrontato i risultati di guarigione per lo stesso danno in ratti sottoposti al solo intervento chirurgico.

Le lacerazioni riparate con i soli punti di sutura hanno continuato a mostrare una disorganizzazione tissutale anche 12 settimane dopo l’intervento, mentre i tendini apparivano molto più strutturati dopo la riparazione con l’impalcatura intrisa di cellule staminali ingegnerizzate che hanno riprodotto le condizioni ideali per la rigenerazione del tendine suturato.

L’aggiunta di cellule staminali impiantate nella matrice, avrebbe anche portato a una maggiore resistenza meccanica e alla formazione di nuovo tessuto sostitutivo con caratteristiche morfologiche simili al tessuto tendineo naturale.

Tra l’altro gli autori riferiscono che le cellule staminali sono scomparse nel tempo, suggerendo che l’effetto terapeutico è stato provocato dal rilascio di fattori di crescita, piuttosto che dalla trasformazione delle cellule staminali in tessuto tendineo.

Ciò fa ipotizzare che la presenza delle cellule staminali mesenchimali, attraverso il meccanismo autocrino/paracrino, abbia influenzato l’ambiente locale, rendendolo più compatibile alla rigenerazione.

“Le cellule staminali non devono diventare necessariamente nuovi tessuti; possono lavorare influenzando l’ambiente per rendere più agevole la rigenerazione del tessuto danneggiato e l’uso di una matrice biomimetica a base di nanotecnologie si è rivelata importante nella sua realizzazione”, concludono i ricercatori.

L’obiettivo successivo è quello di avvicinare questo tipo di tecnologia alla pratica clinica per il trattamento delle lacerazioni dei tendini della spalla e del ginocchio come un nuovo paradigma di trattamento per le rotture massive.

 

Non ci sono ancora commenti, Ma puoi inserire il primo



Lascia un commento



Cerca nel sito

Copyright © 2015 - Un progetto del Centro Nazionale Trapianti - Una produzione Think2it