30/11/2017

Cellule del cordone ombelicale per trattare l’insufficienza cardiaca

Bartolucci J, Verdugo FJ, González PL, Khoury M, et al. Safety and efficacy of the intravenousinfusion of umbilical cord mesenchymal stem cells in patients with heart failure: a phase 1/2 randomized controlled trial. Circ Res 2017;121(10):1192-1204.

Utilizzando cellule staminali derivate dal cordone ombelicale, è stata migliorata la funzione del cuore in pazienti con insufficienza cardiaca, aprendo la strada a nuove terapie non invasive.

Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista Circulation Research ad opera dei ricercatori dell’Universidad de los Andes, Santiago del Cile.

La dott.ssa Bartolucci e colleghi hanno condotto uno studio in cui hanno confrontato i risultati ottenuti in pazienti che avevano ricevuto un’iniezione endovenosa di cellule staminali da cordone ombelicale con quelli dii pazienti che hanno ricevuto placebo.

I risultati sono stati ritenuti talmente “incoraggianti” da indurre i ricercatori a sostenere di poter migliorare i tassi di sopravvivenza dei pazienti con insufficienza cardiaca.

Nell’insufficienza cardiaca, i muscoli del cuore s’indeboliscono fino a non essere più in grado di garantire un adeguato afflusso sanguigno in tutto il corpo e, la preoccupante minaccia dello scompenso cardiaco, è in forte aumento negli Stati membri con un numero di persone colpite che è attualmente indicato in 6,5 milioni, ma si prevede un aumento del 46% entro il 2030.

La metà di tutti questi pazienti ha un’ aspettativa di vita non superiore ai cinque anni dalla diagnosi  con un tasso di sopravvivenza a 10 anni inferiore al 30% e si stima che, in tutto il mondo, siano circa 26 milioni le persone che versano in queste condizioni.

Non è la prima volta che viene preso in considerazione il potenziale delle cellule staminali derivate dal midollo osseo per il trattamento di insufficienza cardiaca, ma, secondo gli autori, le cellule staminali derivate dal cordone ombelicale non sono mai state prese in considerazione. 

Si tratterebbe invece di una via più percorribile per il trattamento di queste condizioni, in quanto sono più accessibili, non pongono alcuna preoccupazione etica rispetto alle cellule staminali embrionali e non generano una risposta immunitaria negativa.

Nel loro piccolo studio i ricercatori hanno diviso 30 pazienti (di età compresa tra 18 e 75 anni) in due  gruppi: uno ha ricevuto il trattamento con cellule staminali cordonali, l’altro con placebo.

I pazienti di entrambi i gruppi presentavano un’insufficienza cardiaca stabile, opportunamente trattata con farmaci standard.

Le cellule staminali utilizzate dai ricercatori sono state ottenute da placente umane donate da madri sane che hanno portato la loro gravidanza a termine con un parto cesareo.

In sintesi, è stato constatato che, nel gruppo trattato con cellule staminali, la terapia ha migliorato la capacità dei cuori di pompare il sangue durante l’anno dopo il trattamento. Secondo quanto riferisce l’articolo, la terapia con le cellule staminali ha migliorato la funzione cardiaca e con essa la qualità di vita dei pazienti trattati.

Durante il trattamento non è stato osservato nessun effetto collaterale di risposta immunitaria o infiammatoria, nonostante il fatto che, in genere, i pazienti che ricevono trasfusioni di sangue sono inclini a reazioni immunitarie avverse.

Gli autori ritengono il trattamento talmente “fattibile e sicuro”, da suggerirne un positivo impatto clinico sul miglioramento della funzione ventricolare sinistra di quei pazienti che progrediscono verso terapie più invasive come l’impianto di dispositivi di assistenza meccanici o  verso il trapianto. 

 

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