27/11/2017

Carcinoma epatocellulare, prevedere l’invasione microvascolare

Zheng J, Chakraborty J, Chapman WC, et al. Preoperative prediction of microvascular invasion in hepatocellular carcinoma using quantitative image analysis. J Am Coll Surg 2017 Sep 20. [Epub ahead of print]

Uno studio recentemente pubblicato sul Journal of the American College of Surgeons dimostra che l’analisi quantitativa delle immagini delle scansioni CT preoperatorie può essere utilizzata per prevedere l’invasione microvascolare nei pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC).

La rilevazione dell’invasione microvascolare (MVI) è un forte predittore di recidiva di malattia dopo il trapianto di fegato, ma, ad oggi,  può essere diagnosticata in modo affidabile solo in campioni di tessuto post operatori.

“Abbiamo utilizzato tecniche di apprendimento automatico per estrarre informazioni dalle scansioni TAC di routine per la rilevazione dell’invasione microvascolare”, spiega Amber L. Simpson, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York.

Simpson e colleghi hanno condotto uno studio retrospettivo su 120 pazienti sottoposti a resezione epatica curativa per HCC, servendosi dell’analisi quantitativa delle immagini TAC preoperatorie per identificare elementi predittivi di ricorrenza della malattia nei tumori resecati.

“Le caratteristiche dell’invasione microvascolare sono presenti nell’epatocarcinoma ed è fondamentale identificarle prima che un paziente venga trapiantato anche nei casi di urgenza”, spiega Simpson.

Per raggiungere lo scopo gli autori si sono concentrati su due tipi di strutture: matrici di co-occorrenza angolare (ACM), ossia, matrici definite per immagine digitale che quantificano i pattern di orientamento dei pixel vicini su una distanza e direzione specificati e pattern di modelli binari locali (LBP), che quantificano gli schemi di intensità dei pixel vicini.

Nel complesso, dei 120 pazienti resecati, 53 (44%) avevano tumori con MVI patologicamente confermata. Di quelli i cui tumori erano di 5 cm o meno, il 37% presentava invasione microvascolare, mentre in quelli con tumori > 5 cm, la percentuale di MVI saliva al 49%.

La sopravvivenza senza recidiva è risultata significativamente inferiore in presenza di invasione microvascolare, indipendentemente dalla dimensione del tumore.

Al contrario, 16 delle 38 caratteristiche ACM valutate, erano significativamente associate ad MVI nei tumori di 5 cm o più piccoli; e 21 delle 128 caratteristiche LBP valutate erano significativamente associate ad MVI nei tumori superiori a 5 cm.

Utilizzando solo le caratteristiche più significative dell’analisi multivariata, una singola funzionalità ACM ha previsto l’invasione miscrovascolare con un’accuratezza dell’80% nei pazienti con tumori più piccoli e una singola funzionalità LBP è riuscita a prevedere l’invasione microvascolare con un’accuratezza del 75% nei pazienti con tumori più grandi.

L’aggiunta di dati clinici preoperatori come il livello alfa-fetoproteina, la maggiore dimensione tumorale e la storia dell’epatite virale, hanno ulteriore migliorato il valore predittivo nei tumori più grandi.

Secondo i ricercatori questi risultati sottolineano il potenziale di “imaging quantitativa” per guidare il trattamento del carcinoma epatocellulare, non solo nei pazienti resecabili ma, soprattutto, in quelli potenzialmente candidabili al trapianto.

“C’è tuttavia necessità di testare ulteriormente questi modelli in un ambiente di sperimentazione clinica”, aggiunge Simpson.

“Per far questo è fondamentale per la comunità accademica trovare il modo di condividere dati clinici e di imaging perché solo con set di dati più grandi possiamo sviluppare biomarcatori di imaging più solidi e modificare l’approccio terapeutico in modo significativo”, conclude lo studio.

 

 

 

 

Non ci sono ancora commenti, Ma puoi inserire il primo



Lascia un commento



Cerca nel sito

Copyright © 2015 - Un progetto del Centro Nazionale Trapianti - Una produzione Think2it