08/03/2018

Anticorpi monoclonali per ridurre le lesioni nei reni DCD

Xu M, Wang X, Banan B, Chirumbole DL, Chapman WC, et al. Anti-CD47 monoclonal antibody therapy reduces ischemia-reperfusion injury of renal allografts in a porcine model of donation after cardiac Death. Am J Transplant 2017 Oct 31. doi: 10.1111/ajt.14567. [Epub ahead of print]

La terapia con anticorpi monoclonali anti-CD47 (CD47mAb) riduce il danno da ischemia da riperfusione dei reni prelevati in arresto cardiaco (DCD).

Lo sostiene uno studio recentemente pubblicato sull’American Journal of Transplantation ad opera dei ricercatori della Washington University School of Medicine di St.Louis.

Min Xu e colleghi hanno indagato se il blocco della via di segnalazione CD47 avrebbe potuto ridurre il danno da ischemia da riperfusione (IRI) nei trapianti renali donati dopo la morte cardiaca nel modello di grandi animali suini.

Allo scopo hanno sottoposto i reni da trapiantare a 30 minuti di ischemia  calda e a 3,5 ore di ischemia fredda, seguite da perfusione con CD47mAb umanizzato (4 casi nel gruppo di trattamento) e una soluzione di conservazione di istidina-triptofano-chetoglutarato (HTK) negli altro 4 casi del gruppo di controllo.

Utilizzando imaging in vivo, i ricercatori hanno costatato che gli organi perfusi con CD47mAb avevano una maggiore e più uniforme riperfusione.

In tutti e quattro i casi trattati, i valori di azotemia e creatinina post trapianto, rilevati a 3 e 5 giorni dall’intervento, erano inferiori rispetto al gruppo di controllo (HTK).

All’esame istologico dei reni trapiantati è stata inoltre osservata una significativa riduzione del danno tubulare acuto nel gruppo perfuso con CD47mAb rispetto a quello di controllo.

A questi positivi riscontri, gli autori segnalano altri aspetti non secondari legati al trattamento, ossia, che la perfusione con CD47mAb ha anche significativamente diminuito l’espressione genica correlata allo stress ossidativo (SOD-1, GPX-1, e TXN), la risposta infiammatoria (IL-2, IL-6, inf-a e TGF-b) e i livelli proteici BAX, caspasi-3, MMP2 e MMP9.

Questi dati dimostrano che il blocco della via di segnalazione CD47 diminuisce sensibilmente il danno d’ischemia da riperfusione e il conseguente danno tissutale dei reni prelevati in arresto cardiocircolatorio e trapiantati”, concludono gli autori.

Gli stessi ricercatori avevano già testato la metodica nei modelli di topo, ottenendo gli stessi risultati (Wang X, et al. CD47 blockade reduces ischemia/reperfusion injury in donation after cardiac death rat kidney transplantation. AJT 2017).

Il fatto che la stessa abbia confermato la sua validità anche in modelli animali più grandi fa ritenere che la metodica ha il potenziale di migliorare anche i risultati dei trapianti renali nell’uomo.

 

 

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