05/10/2017

Allarme in USA: dilagano le steatosi epatiche non alcoliche

Estes C, Razavi H, Loomba R, Younossi Z3, et al. Modeling the epidemic of nonalcoholic fatty liver disease demonstrates an exponential increase in burden of disease. Hepatology 2017 Aug 12 [Epub ahead of print]

La diffusione della steatosi epatica non alcolica (NAFLD) sta aumentando notevolmente e con essa la necessità di ricorrere al trapianto di fegato.

È l’allarme che lanciano i ricercatori del Center for Disease Analysis di Lafayette, in Colorado, in un articolo pubblicato su Epatology nel quale presentano i risultati di un modello dinamico di Markov appositamente sviluppato per valutare l’onere della malattia e il suo impatto sanitario.

La malattia epatica non alcolica (NAFLD) e la conseguente steatoepatite non alcolica (NASH) sono condizioni molto diffuse negli Stati Uniti e rappresentano una causa crescente di cirrosi e di carcinoma epatocellulare (HCC) e dunque, sempre più, un’indicazione al trapianto di fegato.

Il modello sviluppato dai ricercatori prevede che la popolazione totale di pazienti con NAFLD aumenterà dai circa 83,1 milioni di casi del 2015 a 100,9 milioni di casi nel 2030.

Ad oggi il numero di casi di pazienti NASH è infatti aumentato del 63% rispetto al 2015 e si prevede che i pazienti con malattia epatica avanzata aumenteranno di circa il 168% entro il 2030, mentre l’incidenza di HCC aumenterà del 137%.

Entro tale data la prevalenza della cirrosi scompensata risulterà aumentata del 180% con un incremento stimato del 59% di richieste di trapianto di fegato.

I ricercatori fanno notare che l’aumento del numero di persone ammissibili al trapianto di fegato supererà di gran lunga l’offerta di organi e influenzerà pesantemente la  disponibilità di graft per il trattamento di altre malattie epatiche.
In ogni caso, sottolineano gli autori, anche quando non sarà necessario il trapianto di fegato, la gestione di questa condizione rappresenterà un intenso drenaggio delle risorse ospedaliere.

Il dilagare della steatosi epatica non alcolica è indibbiamente imputabile alla crescita della popolazione obesa che tra il 2000 e il 2014 è aumentata del 44,9%, con conseguente incremento delle iscrizioni alle liste di attesa per il trapianto che sono aumentate di oltre quattro volte.

Lo studio prevede che con il progressivo aumento della popolazione obesa (più di 92 milioni di adulti entro il 2025), aumenteranno a dismisura anche le iscrizioni in lista d’attesa per trapianto relative alle steatoepatite non alcoliche (oltre 7.000 nuovi casi entro il 2030).

“Questa epidemia  aumenterà sempre più se non si prendono serie misure per ridurre l’obesità”, commentano gli autori.

C’è dunque bisogno di sforzi concreti per ridurre i tassi di obesità riconoscendo che questa condizione è una causa importante di malattia epatica il cui impatto avrà risvolti drammatici sulla salute pubblica e comporterà oneri sempre più elevati in futuro.

Ciò richiede nuove strategie per rallentare la crescita dei casi di NAFLD (sensibilizzazione sul tema tra i professionisti medici, responsabili politici e cittadinanza) e opzioni terapeutiche per mitigare l’onere della malattia, incluse misure più efficaci per la modifica dello stile di vita e migliori test non invasivi per prevedere con precisione chi progredirà e chi no progredirà versol’epatopatia avanzata.

 

 

 

 

 

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