03/08/2018

La conferma: per il trapianto di isole pancreatiche superiore il sito sottocutaneo

Yasunami Y, Nakafusa Y, Nitta N, Taniguchi M et al. A novel subcutaneous site of islet transplantation superior to the liver. Transplantation 2018;102(6):945-952.

Il trapianto di isolotto pancreatico è un trattamento “attraente” per i pazienti con diabete mellito insulino-dipendente.

Attualmente il sito di trapianto preferito è il fegato ma da tempo si stanno sperimentando approcci alternativi (intramuscolare, midollo osseo e omento) a causa della bassa efficienza del sito epatico che richiede da 2 a 3 donatori per ogni ricevente e perché le isole trapiantate non sono né accessibili né recuperabili.

In questo studio gli autori descrivono una nuova procedura di trapianto di isole nel tessuto adiposo bianco sottocutaneo inguinale (ISWAT) di topi e descrivono le caratteristiche funzionali e morfologiche delle isole singeniche trapiantate.

Oltre a ciò viene indagato se il rigetto dell’innesto dell’allotrapianto nell’ISWAT possa essere prevenuto con gli agenti immunosoppressivi e se le isole umane potrebbero funzionare quando trapiantate in questo particolare sito di topi con deficienza immunitaria.

In questa esperienza le isole trapiantate sono state innestate come cluster per invertire il diabete indotto da streptozotocina, un agente alchilante particolarmente tossico per le cellule beta produttrici di insulina e per questo utilizzato nella ricerca medica per produrre un modello animale di iperglicemia come il diabete di tipo 2 o di tipo 1.

Gli aspetti interessanti del trapianto in questo sito sono principalmente tre:

  • le isole possono essere visualizzate mediante tomografia assiale computerizzata (TAC);
  • le isole sono facilmente recuperabili;
  • il rigetto dell’allotrapianto è prevenibile mediante il blocco dei segnali costimolatori.

Ma di maggiore importanza è l’efficacia del trapianto che si è rivelata superiore all’innesto nel fegato tanto che l’iperglicemia dei topi diabetici è migliorata già dopo il trapianto di 200 isole isotermiche  (il numero di isole prodotte da 1 pancreas del topo) nell’ISWAT ma non nel fegato.

Inoltre, anche le isole umane trapiantate in questo particolare sito hanno invertito il diabete nei topi immunodeficienti.

Insomma, che il sottocute fosse un sito promettente e performante per il trapianto di isole, era stato già intuito da altri studi (Kuwabara R, et al. Long-term functioning of allogeneic islets in subcutaneous tissue pretreated with a novel cyclic peptide without immunosuppressive medication. Transplantation. 2018).

Ora arriva la conferma che nella semplicità di questo approccio si può trovare la chiave di volta per avviare la sperimentazione clinica sull’uomo con prospettive concrete di risultati positivi.

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell’articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del CNT

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