La Rete Nazionale Trapianti: architettura e interazioni

In campo sanitario, il sistema trapianti è sicuramente una delle reti più complesse e articolate. La molteplicità dei professionisti coinvolti nella disciplina; le numerose competenze e specialità che interagiscono nel sistema, generano una fitta rete di interazioni che rappresenta un modello organizzativo d’eccellenza con pochi riscontri nei modelli di sanità federale. L’architettura è concepita su due principali livelli: il livello istituzionale e il livello operativo.
A livello istituzionale agiscono il Ministero della Salute, la Conferenza Stato-Regioni, gli Assessorati e il Consiglio Superiore di Sanità che si avvalgono del Centro Nazionale Trapianti quale organo di governo della rete. A livello operativo agiscono il Centro Nazionale Trapianti, la Consulta, i Centri di coordinamento, quelli di trapianto, i centri di prelievo, le banche di tessuti e cellule, le ASL e i Centri Clinico-Assistenziali del territorio.

La gestione operativa delle attività avviene a vari livelli territoriali (locale, regionale e nazionale), attraverso i centri di coordinamento che rappresentano la spina dorsale della rete e, nonostante le diversità che caratterizzano le realtà dove questi operano, sono accomunati dalla capacità di condurre delicati processi gestionali e dal comune senso di appartenenza alla rete. Non ci sono ruoli e attribuzioni più importanti di altri, ognuno rappresenta un nodo essenziale del sistema, le cui funzioni discendono da specifiche norme e/o documenti di indirizzo.

In sintesi

Il Centro Nazionale Trapianti (art. 8 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999)

È l’organo di governo della rete. Le sue funzioni sono dettagliate al suddetto art. 8 a cui la stessa legge istitutiva aggiunge la collaborazione alla promozione dell’informazione sulle attività di donazione prelievo e trapianti di organi tessuti e cellule, la sicurezza e qualità delle procedure, la gestione del sistema informativo e, più in generale, un ruolo concreto nelle funzioni organizzative e gestionali del sistema trapianti.

La Consulta Tecnica Permanente (art. 9 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999)

È l’organo consultivo del Centro Nazionale Trapianti: predispone gli indirizzi tecnico-operativi per lo svolgimento delle attività di prelievo e trapianto in ambito nazionale.

I Centri di coordinamento (art. 10-11-12 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999)

Hanno la loro principale mission nello sviluppo delle donazioni e dei trapianti, nel controllo delle liste di attesa, nell’assegnazione degli organi, nei controlli immunologici e quindi nella gestione diretta del percorso donazione-trapianto nel territorio di competenza.

I Centri di trapianto (art. 16 della legge n. 91 del 1 aprile 1999)

Sono unità operative complesse di elevate competenze, non solo chirurgiche, autorizzate dal Ministero e/o dalle Regioni a svolgere le attività di prelievo e trapianto. Sono le strutture centrali del sistema nonché i principali artefici e referenti del percorso di cura dei pazienti fino alla loro stabilizzazione clinica.

I Centri di prelievo (art. 13 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999)

Dipartimenti di emergenza del territorio coincidenti con i centri di rianimazione, neuro-rianimazione e/o neurochirurgia dove solitamente transitano gran parte dei potenziali donatori, cioè soggetti con gravi e irreversibili lesioni cerebrali. Rappresentano uno dei punti cruciali di tutto il sistema.
Dalla loro capacità di considerare sempre la possibilità che tutti i soggetti che si trovano nelle condizione di morte encefalica, possano essere potenzialmente donatori di organi e tessuti, dipende lo sviluppo dei trapianti e le opportunità di cura per i pazienti in lista.

Le banche di tessuti e cellule (art. 15 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999 e Art. 3. del Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 191)

L’istituto dei tessuti è una banca dei tessuti, come prevista dalla legge 1° aprile 1999,n. 91, o un’unità di un ospedale pubblico, o un settore di un servizio trasfusionale, come previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 191, o una struttura sanitaria senza fini di lucro, in cui si effettuano attività di lavorazione, conservazione, stoccaggio o distribuzione di tessuti e cellule umani, o una struttura sanitaria, autorizzata ai sensi della legge 19 febbraio 2004 n. 40, per le attività compatibili con la legge medesima.

Le Aziende Sanitarie Locali (art. 5-7 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999)

Enti pubblici locali, sono organizzati in distretti sanitari di base, a cui fanno capo dipartimenti, presidi ospedalieri e molti altri servizi del territorio. Rappresentano uno dei punti dove i cittadini possono registrare la propria volontà in merito alla donazione di organi e tessuti. I dati registrati alle ASL vengono inseriti in un archivio del Centro Nazionale per i Trapianti che è collegato con i Centri di coordinamento. In un soggetto di cui venga accertata la morte, i medici rianimatori verificano se questi ha con sé la dichiarazione o ha registrato la volontà nell’archivio informatico.

I Centri Clinico-Assistenziali del territorio

Sono i centri di provenienza dei pazienti che, pur non figurando nella normativa di riferimento, rappresentano strutture territoriali di vitale importanza nei percorsi assistenziali del paziente stesso, sia nella fase pre-trapianto, sia in quella di follow-up, che seguono in collaborazione con i centri di trapianto.

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